2-54_NEW

Colette e Hannah Thurlow sono due sorelle inglesi che solitamente, da bambine, trascorrevano le vacanze a Doolin Point in Irlanda. Inevitabilmente, quei paesaggi mozzafiato, quelle scogliere selvagge e fascinose al tempo stesso devono essere rimaste nella loro memoria fino a quando, una volta cresciute e intrapresa la nuova avventura musicale, le hanno ricreate intorno al sound delle loro chitarre, delle loro atmosfere curiose e intriganti, dei loro testi tetri e narcotici. Definito dalla critica soft-dark, il loro stile si inserisce a pieno diritto nelle sfumature del pop britannico e tutto sommato il loro esordio discografico lascia ben sperare per un prossimo futuro, anche se questo disco è già maturo di suo,  anche fin troppo: mi spiego (!) Le esigenze di un mercato in continua mutazione, costringe gli artisti giovani a modificare certe loro idee rendendole più fruibili, più malleabili, più adattabili ai gusti generalizzati. Ne consegue che alcuni intenti innovativi o sperimentali, sono sostituiti dal produttore di turno a scambio di un contratto sicuro in questi tempi magri: un dare-avere con il conseguente esito di un ibrido che, con un po’ più di coraggio, probabilmente, poteva diventare un piccolo capolavoro.

2-54-interno copertina_NEW
Le tracce ogni volta partono al meglio e hanno sempre un inizio promettente all’interno di testi cupi e misteriosi; le variabili elettroniche si inseriscono delicatamente, anche se non vanno mai nella direzione che un eventuale ascoltatore giunto a quel punto vorrebbe. Si perché, dentro a queste storie particolari inserite in un’espressione gotica moderna, forse, meritavano una ricerca di suoni anche più sperimentali, mentre subentrano sempre quelle melodie che, per carità, sono alla base della forma canzone, ma che in un contesto del genere meritavano sviluppi più originali. Il tutto comunque è molto lodevole e orecchiabile e probabilmente, vista la giovane età, ci aspettiamo una evoluzione più convincente e magari la vicinanza di un produttore intelligente, che le faccia lavorare verso direzioni oblique rispetto a quelle consuete. La qualità non manca, manca il coraggio, all’interno di un lavoro fin troppo coeso, a tal punto che i pezzi hanno un’unità di stile  troppo accentuata, e la somiglianza delle une con le altre risulta eccessiva. Il fatto è che quando di compra un CD, come ho già detto altre volte, bisogna giustificarne l’acquisto, e a quel punto lo si scava e lo si ascolta fino ad assimilare tutti i suoi punti più oscuri e probabilmente, si accettano anche quei difetti con cui è stato registrato. E’ vero che questo non è proprio il mio genere ma tanté, speriamo soltanto che il futuro di queste ragazze (bello il nome del gruppo: quel “2:54” che nel suo minimalismo lascia dietro di sé un’anima intrigante) sia più sereno delle nebbie che scendono inquietanti sui cantati delle due sorelline: una col faccino dolce e l’altra con il muso duro. E in queste due facce della vita, aspetteremo  arrivi la luce per dare al giorno lo spessore che merita, la forza di guardare più avanti.

6 Comments on “2:54 – Colette e Hannah Thurlow

    • sono rimasto a metà strada…
      Parlavi di giovani: il futuro è sempre nelle loro mani e nella loro creatività !

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Il primo amore

qui si beve di tutto: servitevi !!!

Low Profile

Vôla bas e schîva i sas

Lividi e Musica

La buona musica fa male

La dimora dello sguardo

qui si beve di tutto: servitevi !!!

fardrock.wordpress.com/

Ovvero: La casa piena di dischi - Blog di canzonette e affini scritto da Joyello Triolo

a closer listen

a home for instrumental and experimental music

Off Topic

Solo contenuti originali

Black roses for me

The pleasure and the pain by Marianne Peyronnet

Rock And Roll

& Other Sounds

Reverendo Lys ®

Tutto ciò che so e che mi importa della vita è chiuso tra 7 e 12 pollici di vinile nero.

Sun-13

The Best Music - from Liverpool to Beyond

idastamile

http://idastamile.wordpress.com/

downatthecrossroads

Where the blues and faith meet

music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Il pensiero permanente

Non importa a cosa, l'importante è pensare

Don't Eat The Yellow Snow

Everybody's talking 'bout the stormy weather

TURN UP THE VOLUME

Dope Blog for Music Junkies and Gig Addicts

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: