il servitore muto - Lucien Clergue
Photo Lucien Clergue

Endless Hotel

 Non serve parlare

Ogni volta cerchiamo
le scale verso stanze inquiete
per toccare
quello che è rimasto del mare

La tua schiuma
brama sul movimento
in cerca dello scoglio più alto
L’acqua e la riva si accarezzano
sfiorandosi per avere ognuno
qualcosa dell’altro

Infine anche il buio brillerà
come una conquista

Poi
come siamo arrivati
ritorniamo negli spazi
che ci sembravano ristretti
per alzarci
dove la terraferma
vive perennemente nell’attesa
Ogni onda la bagna
per essere parte di quel gesto
La trattiene
per entrare nella casa
eretta intorno al mondo
e lasciata libera
sulla spiaggia dove siamo nati

Antonio Bì

spiaggia-impronte

12 Comments on “ENDLESS HOTEL

  1. “Dove la terraferma vive perennemente nell’attesa ” tutto ciò che lambisce vive di quel momento, di quel gesto e noi a cercare di farli durare il più possibile, perché più delle parole sono i gesti che ci danno la misura dell’esserci per qualcuno ed anche se, gli stessi, sono stati dati per un tornaconto e nella gratuita di un sentimento.

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