GIOBIA-Plasmatic-Idol-

Questo italianissimo quartetto milanese è ormai una realtà internazionale, un po’ perché nei territori nordeuropei questo genere musicale oltre ad essere un’istituzione, ha un seguito eccezionale sia come critica e sia come pubblico, ma anche perché riuscire a coniugare passato e presente insieme a classe e passione non è roba da tutti i giorni, soprattutto all’interno di un caleidoscopio come questo dove pullula tutto un mondo, per non dire un universo. Qualcuno forse si starà chiedendo di cosa sto parlando, ma la copertina dell’album non lascia scampo: psichedelica ragazzi, psichedelica a gogò, insieme a space-rock, kraut e sperimentazioni perfettamente immerse nei viaggi dei corrieri cosmici più attuali che mai.
Non so quali siano i vostri idoli, ma da queste parti non ci sono problemi per essere vicini alla creazione: ognuno di voi potrà godersela andando a scoprire che tutto quello che ci vive intorno è dentro noi stessi.

giobia plasmatic idol-3

Plasmatic Idol” è il quarto di una serie bellissima di album e di un progetto nato verso la metà degli anni ’90, ma che ha preso corpo in maniera fortunata all’inizio di questo secolo, merito anche di etichette estere che hanno scoperto questa band di casa nostra, dandole l’opportunità che meritava. E se anche sono più famosi oltre confine, non importa,  alla fine quello che conta è che  la loro essenza si sia liberata come se fosse una forma di allegria, non è casuale che l’origine del nome deriva proprio da una festa precristiana del nord d’Italia, anche se alcune inflessioni dialettali come il piemontese o il sardo, con questa parola indicano il “giovedì”, mentre in alcune aree della Lombardia la Giöbia è la cosiddetta Gioeubiana, o Giubiana, ovvero una strega da bruciare e da immolare per le danze del pubblico presente, proprio l’ultimo giovedì del mese di gennaio, lasciandosi alle spalle tutto ciò che di negativo c’era prima,  come nei riti iniziatici della cultura celtica; oppure, ribaltando il significato, stare proprio dalla parte della maga o maliarda che sia, per essere coloro che vivono presente e spiritualità in modo alternativo. Insomma, molti significati per poi ridare alla musica l’evoluzione primordiale da cui si esercita tutta l’esplosione della bellezza.

giobia plasmatic idol tour

Ma veniamo a noi, fra queste tracce si percepiscono subito tutte le influenze reverenziali verso dei maestri come i Pink Floyd, non è casuale che la quarta traccia: “Haridwar“, è una continua citazione verso questo gruppo epocale, il quale, è riuscito a commercializzare suoni altrimenti sperimentali, che in questo caso i Giöbia inglobano e mutano verso un sound più vicino agli Hawkwind, anche se, avvicinandoci ai giorni nostri, preferisco accomunarli a band più moderne come i Causa Sui di “Euporie Tide“, ai Papir di “V” o ai Mythic Sunship di “Land Between Rivers” (tanto per rimanere nella scena nordica), oppure attraversando l’oceano, ai texani Black Angels di “Phosphene Dream“. Tanti nomi, ma tutti appartenenti a questi territori in cui la messinscena si colora di acido lisergico, e di note in cui le allucinazioni vengono inglobate lasciandole fluire nella bellezza. D’altronde, se il titolo si abbandona totalmente a tutti i significati relativi al liquido che regola la nostra esistenza da quando è nata la vita, è anche vero che proprio intorno al sangue tutti i riti sciamanici, alchemici, pagani o religiosi che dir si voglia, si sono votati al plasma riconoscendolo come la parte essenziale di noi stessi, da cui sono nate poi tutte le leggende relative ai morti viventi o ai vampiri, o per rimanere più nella realtà: ai sacrifici umani di culture primitive. Tutto questo per autocompiacersi e per avere la possibilità di sviscerare con il loro sound le potenzialità di un genere, il quale, tra fascino e vibrazioni, è un continuo sovrapporsi di stratificazioni musicali e di libertà espressive.

Link traccia d’ascolto
Link traccia d’ascolto

Traducendo i titoli delle otto tracce dell’album: “Fenomeno solare”; “Alla luce dell’alba”; “Idolo plasmatico”; “Guerra dura”; “La fuga”; “Molto indietro”; “Cuore di pietra”; “La casa dello specchio”; s’intuisce un percorso. che vuole seguire proprio la storia dell’umanità per poi finire guardandosi dentro, iniziando un altro viaggio: quello musicale appunto.
In tutti i pezzi giganteggia uno space-rock pulito e viscerale, costruito seguendo ritmi e sfumature che cercano la meraviglia per poi infrangerla con la voce, la quale diventa strumento a sua volta, o particella se vogliamo, da percepire come una conseguenza dell’insieme. Quello che stupisce è proprio la perfezione del suono, che si fa gustare, non tanto per l’orecchiabilità, ma per l’essenzialità che via via acquista forza e dinamismo senza mai strabordare nel furore, perché quello che conta è costruire un affresco affascinante dove si può sognare. Le divagazioni progressive non sfociano mai in un post-rock fine a se stesso, ma riescono a contenersi nelle dimensioni oggettive di una visione cosmica modulata proprio intorno alle ritmiche e alle pulsioni degli strumenti. Tutto veramente molto bello; tra l’altro, non so se vi ricordate di quel film dal titolo “Viaggio allucinante“, in cui si miniaturizzava una navicella con degli umani a bordo e la si iniettava nelle vene di una persona iniziando così una fantastica sequenza d’immagini miste fra suspence e delirio. Ecco, io sostituirei l’aggettivo “allucinante” in “fantasticante”, giusto per capire che il mondo dell’infinitamente piccolo è a sua volta un’altro universo da scoprire.

giobia plasmatic idol tour-2

Bazu, Saffo, Detrji e Betta, dimostrano un’altra volta che la realtà si può plasmare (altro significato del disco) a nostra immagine e somiglianza. Gli idoli dei nostri tempi sono venerati pensando che mitizzare qualcuno, naturale o sovrannaturale, ci possa rafforzare a livello sia simbolico e sia psicologico, dandoci quella forza necessaria per resistere o per continuare ad affrontare la realtà così come la conosciamo, perché se la dimensione del tempo è una percezione relativa, chi lo ha detto che noi esistiamo veramente? E se vivessimo in una eterna illusione? La risposta della musica è proprio quella di superare qualsiasi ipotesi per creare a nostra volta un universo parallelo, così come ce lo dimostra quest’ultimo album dei Giöbia#

giobia plasmatic idol live

Tutte le foto sono prese dal web

Ora però mi è venuta sete, e direi di invitarli a questo bancone per una bella bevuta in compagnia, perché al di là di tutte le congetture fra il reale e l’immaginario, una bella birra, in questo momento, è quello che ci vuole…
Salute ragazzi !

il Barman del Club

15 Comments on “GIÖBIA – Plasmatic Idol

  1. Direi band più contemporanee, anziché moderne.
    Certo che non faccio in tempo a dare una buona ascoltata alla Nadine che già mi presenti questi. E questi sono onestamente più di mio gusto, in questa silenziosa giornata di sole, qui fra i capannoni dove vivo sono in un bel film di fantascienza. O in un 1984 da cui non c’è “fuga” (The Escape, la traccia 5).

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    • Tra l’altro “The Escape” è anche il titolo di un altro film, ma siccome i protagonisti sono Stallone e Schwarzenegger, non so se potrà piacerti.
      Fantascienza? Mica tanto, fra un po’ dovremo scappare davvero…

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  2. Ah, poi non so se l’hai detto apposta ma il titolo originale di Viaggio Allucinante era proprio Viaggio Fantastico (Fantastic Voyage). Tutto torna. Ciao, scappo prima che mi becchino dentro al bar (siamo in zonarossa).

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