Tausend Augen – Westend-cover-album

Questo trio tedesco esordisce con un album decisamente figlio di una tradizione germanica, la quale ha fatto di un certo tipo di musica un marchio di fabbrica incancellabile, soprattutto quando l’elettronica prende il sopravvento trasformando le vie di fuga in un’infinita e continua deriva di ritmi sincopati, sempre in equilibrio con una forma marziale e una violenza gestita da manuale che non impazzisce mai. Il controllo della soluzione formale è totale e senza un attimo di smarrimento, in cui, le deviazioni post-punk e la teatralità ottenuta con la dizione in lingua madre: dura, ma al tempo stesso efficace per quello che vuole esprimere, si sovrappongono in un continuo inseguimento fra parole e musica. Tutto questo per colorare sarcasticamente la nostra società con una vernice indelebile, quasi per avvertirla con un segno che ci darà fastidio nonostante la sua fruibilità.

Tausend Augen – Westend -4

Tutte le tracce dell’album sono legate l’una all’altra da un’unità di stile talmente coerente che si vorrebbe a un certo punto una variazione diversa. Ecco che l’idea si manifesta dentro l’ossessione che circonda sempre di più l’uomo moderno, e questo stato d’animo lo si vuole evidenziare continuamente fino a farlo sembrare disturbante: proprio come un virus che non riusciamo a debellare dal nostro corpo. L’elettronica diventa a questo punto una sorta di psichedelia che si rifà sicuramente a un passato dove in mezzo a questi ritmi sia i Neu! e sia i Kraftwerk avevano creato due correnti dove incanalarsi, ma questi Tausend Augen invece, pur rifacendosi ai loro conterranei intraprendono una sperimentazione più acida, corrodendo il suono con le visioni industrial di un mondo attuale pur rimanendo in equilibrio nella loro compostezza formale. Lo sconfinanamento avviene quando, nella necessità di andare oltre la performance, la rabbia punk o new wave che dir si voglia, si appropria della scena travolgendo il contenuto.

Link traccia d’ascolto
Link traccia d’ascolto

Alexander Schimetzky (batteria), Max Ludwig (basso, voce) e Oliver Becker (sintetizzatori, chitarra, voce), non sono più giovanissimi, e dopo aver militato in altre band decidono di mettersi insieme nel 2017 per dare vita a questo progetto senza proclami altisonanti, perché lo sappiamo, in terra teutonica, questo tipo di suoni sono talmente inseriti nel DNA dei loro fruitori di musica, che non occorre inventarsi novità di un certo tipo. Passare da quelle parti e soprattutto nei loro festival, vuol dire essere inondati da un nubifragio di suoni incredibilmente pazzeschi, perché, vivere nell’orgia delle note, quando si mischiano in un rapporto erotico fra musicista e ascoltatore, vuol dire proporre il massimo del loro contatto esistenziale. Ogni esecuzione è una nuova genesi che, non solo s’inventa la teoria di un nuovo universo ma, riesce ad andare oltre, creando un nuovo ordine della materia. La vita si sa, è un concentrato bellissimo di tutte le variazioni possibili, e la musica segue in maniera perfetta questo ordine dell’universo, come se un creatore qualunque fosse in grado di generare con un tocco di chitarra un mondo dalle variazioni inverosimili.

Tausend Augen – Westend -3
Le foto sono prese dal web

Poi capita che, tre ragazzi un po’ attempati, vogliono  ad un certo punto della loro vita dire quello che pensano, proprio pensando alla loro propensione musicale e alla loro visione anarchica, la quale, per una bellezza simile alla nostra passione dell’ascolto, si gemellerà per una trasposizione identica al nostro desiderio di bellezza.
In fondo lo sappiamo tutti, quello che conta alla fine, è una bella bevuta in compagnia per divertirci senza remissione.
Salute ragazzi!

il Barman del Club

30 Comments on “Tausend Augen – Westend

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