letture estive 2021

Lo so, lo so, spesso nel periodo estivo lascio il bar incustodito, ma cosa ci volete fare, il caldo prende il sopravvento e il bancone diventa il vostro territorio. Non c’è problema, potete servirvi senza problemi, intanto, proprio perché l’assenza equivale a un periodo di riflessione, vi parlerò dei libri che ho letto quest’estate, fra letteratura e cultura pop, anche per iniziare una nuova stagione di impegno e divertimento che ci accompagnerà fino alla fine dell’anno…

Iniziamo con una graphic novel di notevole spessore: la riduzione fumettistica del capolavoro di Stephen King, “The Stand – l’ombra dello scorpione” the stand graphic novel vol 1 e 2perché, pensare alla situazione attuale e meditare a una forma influenzale che stermina il genere umano, attraverso la fuoriuscita accidentale di un virus da un laboratorio militare (ma guarda un po’), non lascia certo indifferenti. Bisogna subito dire che non era certo facile proporre una storia così complessa con una infinita serie di personaggi, e il sovrapporsi di tante trame parallele, attraverso la sua trasposizione in una forma particolare come quella del racconto illustrato. Comunque questa narrazione suddivisa in sei capitoli, poi racchiusi in due volumi è stata fatta molto bene: sceneggiata da Roberto Aguirre-Sacasa, disegnata da Mike Perkins e inchiostrata da Laura Martin, regge bene fino alla fine, sfoderando tutta una serie di dinamiche coinvolgenti che tengono il lettore incollato alle pagine, graficamente eccellenti, fino al termine della vicenda. Chiaramente bisogna accettare la tipologia dell’opera nella sua riduzione così come avverrebbe in un film, il quale, se paragonato al romanzo originario sembrerebbero due entità completamente diverse. La domanda da farsi in questi casi diventa se è meglio la “graphic” o la “novel” in un’esperienza di questo genere, e la risposta sarà sempre individuale, considerando le opinioni di coloro che avrebbero gradito un altrettanto seguito della storia e invece di altri che hanno apprezzato la sintesi racchiusa in questi due libri, per quanto impegnativi viste le 800 pagine complessive. Voto 7,5

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Questo romanzo del francese Hervé Le Tellier: “L’anomalia“, è uno di quei libri da considerarsi “ai confini della realtà”, perché narra in un primo momento la storia di un aereo sulla rotta Parigi – hervè-le-tellier-l-anomaliaNew York e dei suoi passeggeri che escono miracolosamente illesi da una turbolenza terrificante. Però cosa succede: dopo tre mesi, uno stesso aereo con gli stessi passeggeri e lo stesso equipaggio lancia un medesimo avviso di soccorso sulla stessa rotta durante un’altrettanto brutta e identica turbolenza. Dopo lo sbigottimento iniziale viene fatto atterrare in un aeroporto militare, perché l’inspiegabile duplicazione preoccupa non poco la CIA e l’FBI. Infatti, risulta che ora in diverse parti del mondo esistono dei “doppi” perfettamente identici a quelli del secondo aereo, che hanno condotto la stessa esistenza e gli stessi ricordi. Il problema è che in questi tre mesi molti hanno cambiato vita: chi si è separato, chi è stato vittima di un male incurabile e chi si è addirittura suicidato, senza contare chi conduce un’attività segreta come killer a pagamento, e via di questo passo. Come interverranno le autorità a questo punto per tirare i fili della situazione? Come potranno spiegare questo apparente e assurdo fenomeno? E soprattutto, come faranno a far incontrare i “gemelli” di se stessi e farli convivere non potendo trattenere più di tanto questi “secondi” passeggeri come prigionieri?
In una narrazione che s’incunea negli spazi concavi a metà strada fra imprevedibilità, logica e fisica quantistica, il suo autore cerca di decifrare tutti gli inganni intorno alla verità delle cose, lasciandoci sorpresi di come un’improvvisa anomalia possa cambiare le vite di ognuno di noi. Purtroppo io aggiungo che non c’è riuscito fino in fondo, nel senso che entrare nei labirinti dell’inspiegabile non sempre è funzionale se la risposta non corrisponde a qualcosa di corretto. o addirittura di affascinante. Rimane comunque un bellissimo intreccio di personaggi e di sensazioni che, nella suspence di tutta la trama, lentamente, ci porta a un finale direi buono, lasciandoci con il fiato sospeso per come una nostra idea sulla realtà è tutto l’opposto per come ce l’avevamo immaginata. Voto 7

***

A questo punto entriamo nei territori di un saggio a mio avviso importante, considerando anche le celebrazioni dell’anno dantesco. Di Guglielmo Gorni: “Dante – storia di un visionario“. Bisogna dante-storia di un visionariosoprattutto premettere che l’autore, uno dei massimi esperti italiani del grande poeta, non si è limitato a fare una biografia così come l’abbiamo sempre conosciuta, ogni volta circoscritta intorno alla Divina Commedia,  perché estende tutta la sua analisi intorno alle dinamiche che hanno portato il protagonista non solo a comporre un’opera così radicale, ma ha integrarla con la sua stessa vita e il suo tempo in una funzione totale. Non è casuale che il titolo: “storia di un visionario”, è lì ha dimostrare come un’intera esistenza si sia variegata intorno a una trama che il poeta fiorentino ha perpetrato, non solo con il linguaggio o le sue azioni, ma interagendo anche in maniera estrema con tutto quello che si muoveva intorno a lui, da autentico personaggio. Ne esce il ritratto di un uomo, anche sconfitto e umiliato, perché nella realtà delle cose è giusto sottolineare oltre lo spessore dell’artista, tutti gli alti e bassi di un’esistenza spesso idolatrata come una leggenda, e per contrapposizione, contestualizzata intorno agli estremismi di un periodo storico complesso e articolato.
Che dire ancora? Se il suo spessore creativo è giunto fino a noi con una serie di opere immortali, non importa quanto un fallimento personale ci cambi la verità sull’uomo; rimane sempre quello che ha scritto attraverso la sua visione incancellabile e una vita rivista come un autentico romanzo. Voto 8

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Nel settore della poesia volevo consigliarvi questa raccolta dell’ultimo premio Nobel: “Averno“,  dell’americana Louise Glück. Lo spessore di questo libro è tutto racchiuso nella trasposizione di averno-louise gluckuno spazio mitico immaginato accanto le movenze del quotidiano, in cui le divinità possono incontrarsi e fondersi con gli umani. Ma in realtà “Averno” è il lago (o luogo) dove gli antichi credevano ci fosse la soglia per l’oltretomba, e l’autrice, identificandosi con la figura di Persefone  (figlia di Demetra e Zeus, rapita da Ade, re degli inferi, costringendola a diventare sua sposa), ripercorre il viaggio tutto femminile attraverso il significato della morte alla ricerca della vita. Inoltre, se un’ipotetica correlazione con gli archetipi riformula uno spazio attuale, quasi a dimostrare l’immutabilità del tempo, la modernità con cui ci dobbiamo confrontare, ci attraversa continuamente, ci rapisce per condurci dall’altro lato facendoci attraversare l’abisso, nello scambio continuo fra buio e luce. Lo sfondo è una natura invernale che circonda tutto il territorio lirico come una coperta autoindulgente, la quale, diventa anch’essa parte della storia. Ci troviamo di fronte a un’accompagnatrice infinita dispersa nelle sue nebbia, intrise di condizione umana e retrogusto psicanalitico. Poi, basta un particolare, anche minimo, per farci capire che la bellezza è sempre stata intorno a noi e non ci lascerà mai. “…Penso di poter ricordare l’essere morta. / Molte volte, d’inverno, ho avvicinato Zeus / Dimmi, gli chiedevo, come posso tollerare la Terra? / E lui diceva: tra poco tempo sarai di nuovo qui / E nell’intervallo / dimenticherai tutto: / quei campi ghiacciati saranno i prati dell’Eliso…” Voto 8,5

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Viste le tematiche ricorrenti in questo blog, concludo con un libro musicale, uno dei migliori usciti quest’anno: l’autobiografia di Mark LaneganSing Backwards and Weepmark-lanegan-sing-backwards-and-weep“, che si legge tutto d’un fiato, trascinati da un ritmo acido e secco come la sua voce, come il suo rock’n’roll. Il nostro protagonista racconta e si racconta senza mezzi termini e senza paura di rappresentarsi: dall’adolescenza vissuta ai limiti della delinquenza fra alcol e droghe, fino alla salvezza che gli ha regalato la musica con tutte le sue dinamiche. Una storia uguale a tanti ma, il suo carattere arrogante, ruvido e rissoso, probabilmente gli ha permesso di calarsi in un mondo non certo facile e di superarlo, in cui tutte le forme di mitizzazione si scioglieranno come neve al sole. Tutta la sua carriera diventa via via una forma di narrazione particolare, la quale entra in una serie di aneddoti lontani dalle recensioni delle riviste specializzate, ma eccezionalmente funzionali per capire la figura di quest’artista sicuramente fuori dagli schemi.
Ironia, brutalità, speranze e degenerazioni quotidiane, si leggono come un romanzo di vita scritto senza paura di mettersi in piazza, anzi, sembra quasi che il marciume da lui attraversato, sia stato proprio il fertilizzante necessario per un riscatto. Ma ripeto, niente è mitizzato, niente è idolatrato, tutto ci viene proposto con una forma di verità talmente radicale da aprire uno squarcio alle nostre convinzioni. Questa purtroppo è lo specchio della realtà ed è il mondo in cui viviamo. Rimane la figura di un rocker vincente per tutto quello che ha passato e per quello che ci ha trasmesso, nonostante l’aura di personaggio oscuro travolto dalle dipendenze e dalle sue ossessioni, perché alla fine, vince sempre la sua musica, la sua potenza, la sua voglia di emergere, il suo carattere del cazzo, vivo e vitale, il suo sguardo apparentemente cattivo, ma racchiuso sulla consapevolezza di sentirsi un sopravvissuto. Voto 9

***

Bene ragazzi, riprendiamo a bere, riprendiamo a correre fra una nota e l’altra ancora più vivi di prima.
Alla prossima!

il Barman del Club

13 Comments on “LETTURE ESTIVE – fra letteratura e cultura pop

  1. Proposte interessanti anche per l’autunno. Mi attirano in particolare Louise Gluck e il visionario Dante…quanto a me, in questa torbida estate ho letto tutto quello che mi è capitato in mano, non esclusi gialli d’epoca, gialli norvegesi e scrittrici catalane

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  2. L’ombra dello scorpione è stato uno dei primi libri che ho letto, consapevolmente, da ragazzino, graphic novel, film mini serie, credo resti un lavoro molto sottovalutato nonostante tutto questo(forse per fortuna) e poi… poi gli Screeming Trees…uno dei gruppi che in adolescenza nei ’90 ho ascoltato e riascoltato per una decade intera ogni giorno, anche di più visto che ancora ascolto i loro dischi, e ovviamente lui nella sua carriera solista(alti e bassi ma comunque pregni) Già solo per questi due consigli…tanta roba per me direi 🙂 se ci mettiamo anche gli altri che terrò ora in validissima considerazione…beh…grazie!

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    • Grazie del tuo commento, e comunque hai ragione: qualsiasi riduzione di un capolavoro va apprezzata per l’impegno e la passione con cui ci viene riproposto. La musica poi è tutto un mondo dove ci si perde e ci si ritrova. Lanegan è uno di quei personaggi particolari che viaggiano sempre sopra un confine, e la sua autobiografia lo dimostra per come ha affrontato la sua vita e poi la sua carriera, ma il bello è come lo racconta: senza fronzoli o iperbole particolari, ma nella dimensione e nelle dinamiche, spesso acide, dai rapporti con la band fino ai suoi di rapporti, mai semplici. Non un divo, anzi, tutto il contrario, però alla fine la schiettezza del racconto è talmente carico d’ironia che non puoi finire per ammirare il personaggio. Ciao e buona giornata!

      Piace a 1 persona

    • Sono stato scarso con il voto perché dopo un inizio veramente accattivante e un buon finale, si perde un pochino nella parte centrale, ma come sempre è una questione di gusti personali. Magari un altro gli dava il voto più alto (!) Comunque consigliato !

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