i migliori album live del 2021

Dopo quasi due anni di inattività musicale dal vivo, c’è una voglia matta di rivedere dei concerti per non morire dentro le mura di casa. Proprio questo sabato, allo Joshua Blues Club: l’unico locale dove a Como si possa ascoltare della buona musica, c’è stata una bellissima kermesse di gruppi punk-garage veramente notevoli, compresi i portoghesi The Dirty Coal Train, che hanno chiuso la serata alla grande. Se poi consideriamo i vari festival che si sono consumati quest’estate, in tutta la penisola, ci rendiamo conto di quanto vale la musica come bene collettivo, e il piacere che ne deriva è incommensurabile. Ecco che la pubblicazione di una serie di album live, pre e post pandemia, è la medicina necessaria per sentirsi ancora meglio.
Vi propongo 12 live pubblicati quest’anno, di vario genere, e qualche ristampa di concerti epocali che, non solo ci fanno ritornare in un’epoca leggendaria, ma ci garantiscono la continuità per chi, vorrà emergere, emulando le performance al tempo degli dei.

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MYTHIC SUNSHIP – Live at Roadburn
BLACK ANGELS – Live at Levitation
THE FEARLESS FLYERS – Live at Madison Square Garden
OSEES – Levitation Session
JAIMIE BRANCH – Fly or Die Live
CAN – Live in Stuttgart 1975
CAN – Live Roskpalast 1970
THE WAR ON DRUGS – Live Drugs
NEIL YOUNG & CRAZY HORSE – Way Down in the Rust Bucket
RAMONES – Triple J Live at the Wireless Capitol Theatre Sydney 1980
KING BUFFALO – Live at Freak Valley
NICK MASON’S SAUCERFUL OF SECRETS – Live at the Roundhouse

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live-1-Mythic Sunship live at roadburn

MYTHIC SUNSHIP
Changing Shapes – Live at Roadburn

Questo gruppo danese, che ho già recensito diverse volte in questo blog, è una delle realtà psichedeliche più deliranti e interessanti della scena mondiale, e questo album li cattura in una delle loro performance migliori. Registrato nel 2019 al Roadburn Festival, sintetizza quella loro propensione ad accomunare psych, rock & jazz in una sorta di fusion impazzita che fa dell’improvvisazione una devastazione incontrollata. Tra l’altro, se pensiamo che in questa esibizione sciolinano alcuni pezzi di quello che per gli appassionati del genere è sicuramente il loro album migliore: “Another Shape of Psychedelic Music“, in questo caso dilatate e fuse con quello che poi sarà il disco uscito quest’anno: “Wilfire”, abbiamo pane per i nostri denti. Sostanzialmente, se dovessimo scegliere una colonna sonora per l’apocalisse, i Mythic Sunship sarebbero i protagonisti ideali per quest’avventura, perché, come leggiamo nelle locandine dell’evento, chi li ascolterà, non sarà più lo stesso. Forse hanno esagerato, ma l’iperbole è volutamente centrata per la vostra dannazione. Infuocato: voto 8,5

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Cocktail abbinato

blooy mary-up
Bloody Mary
(idee sanguinarie)

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live-4-black angels live at levitation

BLACK ANGELS
Live at Levitation

Questo album cattura le migliori esibizioni che il gruppo di Austin ha effettuato al Levitation Psych Festival, in uno dei raduni più importanti del circuito americano e che l’etichetta Reverberation Appreciation Society si è decisa di pubblicare per immortalare tutta una serie di live altrimenti circoscritti solo nella memoria di chi ha avuto la fortuna di esserci. In questo caso i Black Angels sfoderano con il loro classico stile psichedelico una serie di performance appartenenti ai loro primi tre album (probabilmente i migliori), in cui, una forma di shoegaze lisergico, si amplifica e si estende fino a inglobare tutte le pulsioni che appartengono alla sfera dell’immaginario. Se le dinamiche di una musica così allucinogena, ci entrano dentro fino a coinvolgerci totalmente, allora, tutti i viaggi astrali che abbiamo fatto solo con la fantasia, in questo caso, li effettueremo veramente. Delirante: voto 9

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cocktail abbinato

cocktail peyote road b
Peyote Road
(viaggio al temine della notte)

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live-9-The Fearless Flyers Flyers Live at Madison Square Garden

THE FEARLESS FLYERS
Live at Madison Square Garden

I Ferless Flyers sono un quartetto formato dai più talentosi esponenti del funky-jazz statunitense: Nate Smith alla batteria; Cory Wong e Mark Lettieri alle chitarre e Joe Dart al basso elettrico. Eseguono dei brani attraversati da ritmi sincopati e vertiginosi, in cui, se la velocità dell’esecuzione è direttamente proporzionale alla dinamica della perfezione formale, tutta la diretta è una metafora riguardante i voli spericolati dell’aviazione americana. Non è casuale che i loro vestiti, simulanti le tute dei piloti, sono un tutt’uno con il groove che travolge la scena, fatta di scatti continui, puntate forsennate e mitragliate eseguite con una vena professionale da manuale. Ma se gli aerei sono la simulazione che struttura la performance, i voli sonici che seguono non solo superano le cosiddette barriere tradotte in mach-1, 2, 3 (ecc. ecc.), ma allargano le ali per invitarti a ballare sopra di loro, senza interruzione. Quando poi, alla fine, sale sulla scena il sax, come ha detto qualcuno: la guerra non è mai stata così bella d’ascoltare. Un bombardamento: voto 8

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cocktail abbinato

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Tequila Bum Bum
(colpi di tosse)

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live-5- oh sees levitation session

OSEES
Levitation Session

Ancora il Levitation, e questa volta gli Osees, i quali hanno realizzato questa session per sostenere i locali indipendenti dove ascoltare musica, gravati dalla crisi di questi ultimi due anni. Non è casuale che senza l’impegno di questi gestori coraggiosi, neanche le band esisterebbero; per questo motivo, il gruppo di John Dwyer e soci si è impegnato a tale iniziativa con tutta la voglia del mondo. E hanno fatto bene, perché tutti i pezzi sono un esempio di come questo tipo di punk-garage, sporcato di rockabilly e di new-wave quanto basta, sprigiona un’energia variopinta fino a raggiungere una forma di estasi gioiosa, raggiungendo l’esaltazione. Ascoltato ad alto volume sprigiona una forza contagiosa e trascinante senza una sbavatura, unita alla bravura dei componenti che sanno suonare e si ingigantiscono intorno a una base ritmica sconvolgente. Tutti in giostra ragazzi: voto 9

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cocktail abbinato

cocktail-negroni
Negroni
(atto di forza)

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live-8-Jaimie Branch’s Fly or Die Live

JAIMIE BRANCH
Fly or Die Live

Ora però dobbiamo rilassarci per entrare nelle carezze particolari di un impro-jazz con venature nu-soul intrise d’avanguardia, nel senso che la sperimentazione si contamina liberamente in un territorio dove le divagazioni free si alternano con la tromba della nostra protagonista: splendido esempio di ricerca moderna sulla scelta di nuove vie. Conosciuta ormai come una performer innovativa, questo show catturato in Svizzera al Moods di Zurigo, è una viva testimonianza di come un tipo di espressionismo musicale, non solo si può contaminare di cultura alta partendo dalle forme più umili delle sette note, ma si può estendere oltre i confini dell’ascoltato.  In questi 90 minuti c’è molta roba e non bastano dieci righe per descriverlo, perché Jamie, discendente diretta di Miles Davis, Don Cherry e Axsel Dörner, emerge proprio nello trasportare tanti stati d’animo lasciandoli fruire: dalla rabbia alla quiete, dall’attesa alla ribellione, dilatando tutto lo spazio emotivo sopra costruzioni e stratificazioni sonore ricchissime di pathos, vissute sulla pelle della nostra contemporaneità. Una miniera: voto 8,5

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cocktail abbinato

cocktail-invisibile
Invisibile
(patibolo di velluto)

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live-2-can live in stuttgart 1975jpg

CAN
Live in Stuttgart 1975

Probabilmente, la carenza di novità interessanti, ha invogliato le case discografiche nella ricerca di tesori nascosti, troppo spesso rimasti nelle teche o negli scantinati delle case di produzione, e che ora ritornano alla luce per la meraviglia degli appassionati. È il caso di questo live interamente strumentale, in cui, fra pezzi brevi e suite che superano i 30 minuti, uno dei gruppi leader di quello che fu denominato “krautrock”, viene portato alla luce con un intero concerto registrato nel ’75, dove lo stato di grazia dei nostri protagonisti raggiunse momenti stellari.  Racchiuso il tre vinili e riproposto in una edizione davvero splendida, in queste quasi due ore di musica ci ritroviamo fra le mani la sintesi di una carriera monumentale e la raffigurazione di un’idea musicale che non ha avuto eguali. Le vette creative racchiuse in queste tracce si fondono con la maturità che i Can acquisirono dopo essere stati allievi dello sperimentatore d’eccellenza Karlheinz Stockhausen, e che poi proseguirono, superando il loro stesso apice compositivo. Rock, jazz, fusion, psichedelia, improvvisazione, avanguardia e altro ancora, furono messi insieme per creare uno stile unico nel suo genere e che ora ci ritroviamo fra le mani come un gioiello dal valore inestimabile. Capolavoro: voto 10

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cocktail abbinato

Long Island Iced Tea cocktail isolated on white background
Long Island Ice Tea
(la classe non è acqua)

live-3-can live rockpalast 1970

CAN
Live Roskpalast 1970

…E allora raddoppiamo, perché seguendo il discorso di prima, è uscito dalle ceneri questo bootleg che immortala la band di Colonia subito dopo la pubblicazione dell’album d’esordio, quando, uscito dalla formazione il cantante Malcolm Mooney, venne assunto Damo Suzuki, eccentrico quanto basta per farsi amare od odiare. Chiaramente la qualità del suono non è come quella del prodotto precedente e anche lo stile risulta più grezzo, nonostante il coraggio delle loro divagazioni musicali. Bisogna considerarlo come un documento, vista la scarsità di live ufficiali, proprio per circoscrivere le qualità innovative di un collettivo così seminale, per il prosieguo di un movimento che risulterà essere uno dei più importanti dell’espressività moderna. Caustico: voto 7

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cocktail abbinato
cocktail whiskey sour
Whiskey Sour
(semplicemente aspro)

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live-10-The War on Drugs - Live Drugs

THE WAR ON DRUGS
Live Drugs

Giunti a questo punto, godiamoci la vita con un live dal sapore mainstream, adatto per un ascolto da automobile, per essere accompagnati con dell’ottima musica. Questa formazione originaria della Pennsylvania ed epigoni di un sound stile Supertramp come “Breakfast in America” per intenderci, confezione un album con registrazioni provenienti da diversi tour, da farlo sembrare un tutt’uno per una retrospettiva della loro carriera. Il risultato è piacevolissimo, godevole, tipicamente americano, quando un certo tipo di roots-music, diventa la classica ballatona per emozionare e far accendere tutti gli accendini del pubblico presente. La limpidezza del suono brilla di luce propria, stendendo un tappeto di vibrazioni che non deludono mai, fatto di dolcezza e trasporto emotivo senza un attimo di pausa per farvi innamorare ancora una volta. Tranquilli, il cioccolatino l’ho già mangiato io! Anche questa è poesia: voto 8

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cocktail abbinato

cocktail-mojito-2
Mojito
(un incantesimo)

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live-6-neil young & crazy horse way down in the rust bucket

NEIL YOUNG & CRAZY HORSE
Way Down in the Rust Bucket

Bene, questo vecchietto non ha bisogno di presentazioni, e nonostante l’ultima mole di pubblicazioni prese dal suo archivio sterminato, questo live ha un sapore particolare perché si riferisce al tour dopo la pubblicazione di Ragged Glory (uno dei suoi dischi migliori) a cui seguì quel fantastico Weld (forse uno degli album dal vivo più belli di Young), perché, parliamoci chiaro, ascoltato in acustico Neil ha il suo fascino, ma le cavalcate elettriche con i fidati Crazy Horse sono un’altra cosa. Registrato al Catalyst di Santa Cruz nel novembre del 1990, però questa esibizione è più contenuta, nel senso che le canzoni non hanno quella deriva interminabile di alcuni concerti memorabili. Poi, come sempre, i gusti delle persone variano a seconda della loro fruizione: ci sono quelli che vogliono ascoltare i pezzi uguali come li hanno sentiti su disco, e invece quelli che desiderano goderseli (e vederli) con delle variazioni che poi sono quelle, le quali, fanno diventare bella tutta l’esibizione. Io faccio parte dei secondi, ed essendo un fan del canadese, ormai sono diventato molto critico nei suoi confronti. Non è casuale che in questo caso preferisco la tracce in cui la classica improvvisazione del nostro raggiunge vette inarrivabili sia per lo stile e sia per il pathos emozionale. Di conseguenza non le do un voto altissimo, ma rimane il fatto che certe vibrazioni rimarranno incancellabili nella nostra memoria. Sempre grande: voto 8

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cocktail abbinato

cocktail horses nek
Horses Nek
(così non si uccidono neanche i cavalli)

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live-7-triple J Ramones - Live at the Wireless Capitol Theatre Sydney Australia 1980

RAMONES
Triple J Live at the Wireless Capitol Theatre Sydney 1980

Rieccoci davanti a un altro gruppo leggendario, catturato in uno dei concerti dove stavano segnando gli ultimi sussulti di una carriera fulminante, forse il loro apice, se consideriamo la forza che avevano dopo la metà degli anni’70. Sta di fatto che, se la valanga di bootleg la quale ha inflazionato il mercato, anche illegale, ha lasciato felici una serie interminabile di fan, questa performance, soprattutto per la qualità della registrazione, direi buona anche se non eccelsa, va presa in considerazione proprio per inanellare un’altra perla della vostra collezione. È una testimonianza del loro primo tour in Australia, in questo caso registrato durante una diretta radiofonica e pubblicato esclusivamente per il Record Store Day di quest’anno. Configura una scaletta con tutti i loro successi, vissuti come sempre alla loro maniera, senza farci mancare niente ed eseguiti con una forza continuamente inarrestabile, la quale, non solo vi porterà a pogare anche nelle mura di casa, ma vi regalerà quella voglia di sfogarvi dopo una lunga giornata di lavoro. Questa è la libertà, questo è il punk: voto 8,5

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cocktail abbinato

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Bronx
(tutto d’un fiato)

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KING BUFFALO
Live at Freak Valley

I King Buffalo sono un band americana che ha contaminato la psichedelia con dosi massicce di droni stoner e divagazioni le quali, prendono ispirazione dal blues, per poi dilatarsi in territori cosmici molto rarefatti e ritornare nelle cadenze tipicamente rock. Il loro è uno stile lento, cadenzato, molto filmico, molto ripetitivo, che nella versione dal vivo ha la possibilità di espandersi a dismisura, per poi dare alla chitarra del leader la possibilità di emergere con le sue scorribande allucinogene. Questa esibizione, registrata in uno dei più importanti festival di questo genere, a Netphen, in Germania: terra promessa per questo tipo di esibizioni, si arricchisce di fascino e di mistero, trasformando la bellezza in un’alchemica fruizione di note, fluide quanto basta per lasciare il corpo in uno stato nuovo della materia, in cui, passato, presente e futuro, avranno una sola valenza per scioglier il tempo in un’unica entità. Ipnotico: voto 7

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cocktail abbinato
cannabis dry 4
Cannabis Dry
(sogno di una notte di mezza estate)

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live-11-nick mason's saucerful of secrets live at the roundhouse

NICK MASON’S SAUCERFUL OF SECRETS
Live at the Roundhouse

Questo disco racchiude la tournée che il batterista dei Pink Floyd: Nick Mason, ha effettuato nel 2019 con dei professionisti d’eccezione, in cui si sono esibiti suonando il repertorio proprio dei Floyd prima di Dark Side of the Moon, comprendendo sia il periodo con Barrett e sia quello successivo. Tutti i pezzi sono modernizzati e arricchiti con un’eleganza e una forza dinamica sorprendente, rigenerando ogni composizione di aria nuova, trasformandole in un esplosione di bellezza veramente coinvolgente. A vederli questi vecchietti sembrano il circolo della briscola di una bocciofila qualunque, e invece, darebbero la biada a qualsiasi giovincello, soprattutto per la gioia di suonare che esprimono e per la qualità pazzesca della loro tecnica, per non dire della loro anima. Niente da dire, è un live fantastico, il quale mi fa venire in mente l’adolescenza, in cui, quando organizzavano le feste per divertirci e per cuccare delle ragazze, sopra il banchetto del Dj c’era un cartello con i nostri dieci comandamenti, e il primo diceva sempre: ricordati di santificare i Pink Floyd! Viva!!! voto 10

Link traccia d’ascolto
Link traccia d’ascolto

cocktail abbinato

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Old Fashioned
(senza tempo)

live-cocktail

Bene, dopo questa scorpacciata di musica, e in attesa che per la fine dell’anno ci sia ancora qualche live d’eccezione, ci consoliamo con la solita bevuta. Scegliete pure: qualcosa di forte, qualcosa di fresco, qualcosa di bello; l’importante è che siate felici…
Salute ragazzi!

il Barman del Club

13 Comments on “Meraviglie dal vivo – i migliori album live pubblicati nel 2021

  1. Letto solo ora… ho preso i Can e concordo con te, gran album e meno male che è uscito! Un bel viaggione nell’universo sonoro dei 4 tedeschi. Bello pure NY con i Crazy Horse. Mammiaquantaroba!
    Complimenti sempre un bello leggerti.

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