orietta bernasconi - trittico

Si è inaugurata ieri presso la “The Art Company Como” in Via Borgovico 163, la mostra di Orietta Bernasconi “Ventagli di Astrazione”. Molto interessante per la qualità delle opere esposte e per tutta una serie di soluzioni espressive, le quali, interagiscono tra materia e tecnologia, creando una dinamica interessante dall’aspetto visivo.

ventagli di astrazione

Di fronte a un quadro bisogna fare una riflessione importante, perché nel corso dei secoli la cosiddetta “pittura” ha sempre avuto bisogno di un supporto dove far esplodere la propria creatività: dalle caverne delle popolazioni preistoriche fino alle avanguardie del ‘900. In poche parole: mura, tavole, fogli di carta e soprattutto tele, sono state le superfici ideali dove gli artisti sfogavano la loro passione e la loro sensibilità. Poi è avvenuta una rivoluzione, un certo Lucio Fontana ha tagliato il supporto per eccellenza dei pittori: ha tagliato quella tela! Di conseguenza, se prima di questo evento la pittura era stata un “segno”, dopo il taglio di Fontana è diventata un “gesto”. Nel senso che si è aperto un varco, una soglia per andare al di là di essa. Non più qualcosa dove dipingere, ma qualcosa dove fare un’esperienza, una performance, una completa immersione dentro un altro mondo, superandolo, andando oltre, passandoci attraverso. Certo, qualche avvisaglia c’era stata anche prima, ma il punto di non ritorno possiamo datarlo dentro al concetto spaziale di quest’artista milanese: un taglio netto, con il passato. È stato come scoperchiare il vaso di Pandora, perché da quello squarcio, è passato di tutto. Però, come spesso succede dopo una rivoluzione, o dopo che una ghigliottina ha tagliato la testa di una consuetudine che esisteva da secoli, non dico che deve per forza avvenire una restaurazione, perché in qualsiasi maniera si operi, le idee che hanno cambiato il mondo, ormai, hanno anche cambiato la visione di ognuno di noi. Diciamo che dopo la sperimentazione, anche selvaggia, la nostalgia della bellezza che ci apparteneva e che in un certo senso non ci ha mai abbandonato, ritorna a farci vibrare ed emozionare, e noi, ritorniamo a cercala.

orietta bernasconi - ventagli di astrazione - 1

Perché ho fatto questa premessa: il mondo è pieno di mostre d’Arte dove ammiriamo dei quadri che in effetti non ci hanno mai abbandonato, però, le opere di Orietta Bernasconi, sono una specie di ponte ideale sopra il fiume in piena che ci ha attraversato durante questi ultimi 70 anni. Queste sue creazioni sono frutto di un lavoro che inizia sì dalla pittura, ma poi si rielabora attraverso un supporto tecnologico, fino a configurarsi nuovamente sopra un’altra superficie per un ulteriore lavoro di velature e sovrapposizioni, fino alla conclusione finale. Tra l’altro, a Orietta piace lavorare la materia, plasmarla quasi fosse una scultura, sentirla dentro di sé come un cuore che pulsa nella sua vitalità e nel gesto stesso che l’ha generata, come una agitazione interiore: una forza centrifuga, la quale, sviluppa un senso di meraviglia, di sofferenza, di gioia e di annichilimento. Ma cosa succede a un certo punto? Succede che l’artista sceglie una direzione nuova. Se inizialmente le sue idee prendevano forma nei territori dove esisteva un certo spessore e da questi rilievi si evidenziava tutta una loro dinamica, con il passaggio ulteriore che possiamo paragonare a una forma di stampa, ogni particolare subisce una mutazione, si rigenera, si ingentilisce, diventando poesia pura, con il suo messaggio intrinseco.

orietta bernasconi - ventagli di astrazione - 2

Ma l’artista non si ferma: è in continua lotta con sé stesso. Ecco che quella materia originaria riemerge dirompente nelle cornici che circondano il quadro stesso, come se un’inversione di tendenza volesse continuare la forza evocativa anche nello spazio solitamente utilizzato nell’abbellimento dell’opera. Volendo, potremmo scomodare un paragone psicanalitico, perché, se nelle cornici riemerge la forza originaria con tutte le sue suggestioni e le sue tensioni, viene portato in evidenza l’ininterrotto contrasto tra il bene e il male, come se il male stesso circondasse quella poesia che l’artista ha ottenuto seguendo il sacrificio del suo lavoro, accerchiato da ogni problematica possibile. Lo sappiamo tutti, viviamo in una società asfittica, lacerata, complicata, dove i rapporti e i valori di una volta sono radicalmente cambiati, fino ad alterare i significati stessi di bene e di male. Anche l’artista lo sa, Orietta lo sa, e la sua percezione intima emerge lasciandosi andare dentro alla sua femminilità, configurando un esilio di sicurezza dove ognuno di noi può immergersi nella propria interpretazione, nella propria fascinazione.

orietta bernasconi - ventagli di astrazione - 3

Fondamentalmente, se l’opera di Orietta la si può riassumere in uno stile informale, variegando una forma iniziale di espressionismo astratto, il conseguente sviluppo della sua ricerca ha proprio come punto d’arrivo una forma poetica della visione, la quale, s’interpone fra lei e l’eventuale fruitore, generando quello stupore che ognuno di noi prova di fronte a un senso di sorpresa. Poi è anche vero che il suo lavoro di disegnatrice di tessuti ha influito molto nella sua esperienza evolutiva, ma quando si è artisti dentro, non c’è niente da fare, sarà sempre la bellezza a emergere nella genesi creativa.

orietta bernasconi - ventagli di astrazione - 5

Questi colori ci tramettono un senso di quiete, perché se li guardiamo ad uno ad uno, sono loro ad aprirsi per catturare la nostra immaginazione, come se una tregua fosse necessaria nella nostra quotidianità. E non importa se vengono circondati da tutto il male che ascoltiamo quando accendiamo il televisore; quello che conta è percepire la loro mano tesa. Non è obbligatorio andare al di là del quadro stesso per inventarsi un nuovo paradiso: il giardino dell’eden ce lo abbiamo dentro da sempre e queste superfici lo sanno. Inoltre, ci fanno respirare; provocano un movimento simile alla percezione dell’aria; fluttuano inventandosi un vento nuovo e si aprono per abbracciare chiunque li voglia guardare, lasciando in ogni sfumatura un senso di pace che si eleva.

orietta bernasconi - ventagli di astrazione - 4Tutte le opere di Orietta Bernasconi sono su carta, tela, acrilico e gesso, cm 90×110

    Derek Walcott, uno dei grandi poeti del ‘900, caraibico, premio Nobel nel ’92, innamorato del suo arcipelago, in una sua lirica intitolata appunto “Isole” scriveva: “…ma le isole possono esistere solo se in esse abbiamo amato…” Ebbene, se trasmutiamo queste parole nelle opere di Orietta Bernasconi, potremmo dire che queste sue isole esistono perché dentro di loro lei ha amato, nel farle proprie, nell’essere viva insieme al suo universo cromatico, nell’essere sincera con la sua anima. In fondo, se la vita è un’enorme tela, perché tagliarla: lasciamola libera, pura, lasciamola vibrare insieme a tutto l’amore del mondo.

il Barman del Club

Le opere meritano di essere viste dal vivo per il loro impatto artistico, le quali, riportate sul blog, perdono tutto il loro impatto visivo.

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Alcuni momenti dell’esposizione

8 Comments on “Orietta Bernasconi – Ventagli di astrazione

  1. Credo siano molto belle le opere; entrano anche ad uno sguardo distratto, ti rubano e poi ti lasciano spaziare. Si nota la ricerca, lo studio dei colori e dei materiali, il tratto a volte timido, a tratti deciso e forte e a volte le cose essi mescolano con turbamento. L’ultimo quadro, quello da solo in in una delle pareti della galleria, lo comprerei seduta stante. Complimenti all’artista.

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  2. Anche qui le tue presentazioni si contraddistinguono per eleganza e accuratezza, mi sono sentita accompagnare in questo viaggio. Complimenti all’artista, complimenti a te Antonio per la dedizione all’arte in tutte le sue sfumature. Grazie. Buona serata 😊

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  3. Bellissimi quadri dai tochi delicati e dai colori che scaldano attraendo nell’assimilare l’emozione che lasciano scaturire. Sicuramente saranno più belli dal vero perché lasciano intravedere le più piccole sfumature. Osservo la luce che emanano, complimenti all’artista e a te Antonio che hai saputo esplicare egregiamente il loro contesto. Ti auguro una serena serata, Grazia.😚☺

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    • Il fascino delle espressività artistiche è sempre qualcosa di trascendentale, ed io non potrei farne senza: per me è come l’aria. Scritture, musica, cinema, graphic-novel e infine pittura, sono il mio pane quotidiano.
      Grazie come sempre dei tuoi passaggi… un bel brindisi!

      Piace a 1 persona

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