rock fra vintage e innovazione

Concludiamo con questi giri di aperitivi musicali, finendo nel vortice della psichedelia e in quel fluido immaginifica dove si miscelano gioia e pazzia, perché, lasciarsi andare attraverso un espressionismo che rievoca i viaggi lisergici nati negli anni ’60, non è tanto un emulare l’esperienza delle droghe come si faceva allora, ma esasperare fino alla bellezza una passione che si esalta attraverso le note di uno strumento. In questo caso il suono delle chitarre vibra generando un’improvvisazione che travalica ogni soluzione possibile, e quelli che ci riescono, pubblicano album notevoli come questi, carichi di spessore creativo.
Allacciate le cinture…

la fascinazione psichedelica- buoni album del 2022

Mojiti alla frutta

P - Faust - Punkt.

Faust
Punk t.

Punkt” in tedesco significa “punto fermo” o “punto e basta“, effettuando un gioco di parole con punk, perché fondamentalmente questo rappresenta l’album perduto dei Faust: band storica del movimento kraut-rock. Non è casuale infatti che dopo la pubblicazione del cofanetto il quale include i primi quattro album pubblicati tra il ’71 e il ’74, si sia voluto completare con questo gioiello dimenticato che ora prende la luce. Sostanzialmente, non aggiunge nulla alla carriera di questo gruppo storico, ma testimonia una performance live effettuata negli studi di Monaco e mai pubblicata, la quale, circoscrive tutte le dinamiche di quel crogiolo creativo che caratterizzò un’epoca, i cui riverberi durano tutt’ora come una delle esperienze più interessanti del ‘900. Queste suite lasciano il segno, nonostante siano puramente sperimentali e che, col tempo, avrebbero preso corpo se i loro componenti non avessero sciolto il progetto che li vide alfieri della loro terra e che vanno gustate come uno dei momenti più originali della musica moderna. Voto 8

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P - Animals As Leaders – Parrhesia

Animals As Leaders
Parrhesia

Questa band proveniente da Washington rappresenta l’esasperazione della tecnica, in un continuo tambureggiare di evoluzioni ritmiche le quali centrifugano math-rock, nujazz, hard-blues e post-metal. Tutte le loro variazioni sono caratterizzate da un incedere sincopato fino all’annichilimento, travisando ogni forma di sperimentazione possibile, in cui, chitarra, basso e batteria giganteggiano creando un ambiente asfittico dall’incedere vorticoso che inghiotte senza scampo, annientando l’ascoltatore. Eppure, questa messinscena è talmente coinvolgente da rasentare ogni impossibilità di fuga: il suo fascino sempre in equilibrio sul filo che separa bellezza a follia, ci porta ad osare nell’intraprendere questo viaggio tambureggiante, con la consapevolezza di poter cadere nel vuoto. Ma il rischio vale la candela, come si dice, proprio per quello che ci potrà dare: come un premio impossibile, come un’esperienza, totalizzante. Voto 8

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P - Colour Haze – Los Soubd De Krauts

Colour Haze
Los Sounds De Krauts

Ascoltare questo trio tedesco e come fondersi in una full-immersion senza fine, nella sua ora e mezza di musica dove ribolle un magma ossessivo: psichedelico fino alla perdizione, allucinato fino alla dannazione. In questo che sostanzialmente è la riedizione di un album del 2003 con aggiunte live e che preannuncia il loro tour, l’acido lisergico erutta fuoco in continuazione, sputando kraut-rock, jazz-core, stoner-blues e un continuo sovrapporsi di ritmi dalla perfezione maniacale, i quali si lasciano andare a delle jam infinite che travolgono tutto e tutti, come un fiume in piena. Ormai, sono anni che questi ragazzi ci regalano un incedere magnifico di suoni, i quali sembrano rievocare certe sperimentazioni dell’ultimo Jimi Hendrix, per poi evolversi fino alla dilatazione esagerata che deraglia in ogni momento, lasciando al virtuosismo dei componenti il compito di riportare tutto nei binari della consapevolezza. Non c’è nient’altro da dire, bisogna solamente immergersi in questo trip dannatamente tribale dove il concetto di tempo non avrebbe senso, perché saremo proiettati nel momento stesso della nascita dell’universo. Voto 8

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P - Naxatras – IV

Naxatras
IV

Entriamo ora nelle dimensioni che un tempo appartenevano ai Pink Floyd e successivamente ai Porcupine Tree, perché questa band greca riesce a giostrare tra psichedelia e progressive con molta facilità. Tra l’altro, se nei lavori precedenti si caratterizzavamo con delle jam dall’andamento infinito, ora sono riusciti a concepire una sorta di concept-album fatto di pezzi e di canzoni con una struttura base ben definita, ricche di fascino e di bellezza. A qualcuno il loro sound potrebbe risultare datato, ma negli ambienti di questo genere sono molto considerati e apprezzati, a tal punto da essere presi molto in considerazione dal pubblico in questione. Io possiedo il loro secondo e terzo album caratterizzati da un’impronta psichedelica molto marcata, ora invece hanno effettuato un giro di boa forse più commerciale, forse per farsi notare anche in senso più ampio, sta di fatto che il loro sound è piacione quanto basta per raggiungere l’obiettivo prefissato, e se il fine giustifica i mezzi, allora, accettiamo questa svolta e questa scenografia dall’impianto fantasy. Voto 7

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P - Negură Bunget – Zău

Negură Bunget
Zău

A dire il vero quest’album è uscito verso la fine del 2021, ma siccome me lo sono lasciato scappare l’ho ripescato perché possiede un fascino tutto suo, e quell’originalità necessaria per farsi ammirare. Sostanzialmente questi ragazzi sono rumeni, e questo è l’ultimo tassello di una trilogia partita con Tãu nel 2015 e proseguita con Zi nel 2016, anche se la scomparsa di Negrū, l’ideatore del progetto fa sì che questo rappresenta il terminale del gruppo e della loro filosofia, basata sulla spiritualità della Transilvania e sui temi della loro mitologia: non è casuale che il nome della band significa proprio una foresta scura e coperta dalla nebbia. Partiti appunto da un black-metal estremo, via via il loro sound si è modificato rileggendo le tematiche ancestrali della loro terra, diventando più mistico, anche più crudele se vogliamo, ma tutto questo per scendere a fondo nel mondo arcaico che volevano rappresentare. Fondamentalmente, siamo immersi in un atmosfera primitiva, quasi magica, ma avvolta da un’inquietudine palpabile tra paura e salvezza, in cui l’uomo è solamente un tassello intorno all’imprevedibilità degli eventi, e loro, gli sciamani che conoscono la formula per salvare la loro gente. Voto 7,5

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P - Papir – 7

Papir
7

Ormai sono anni che questo gruppo danese si cimenta in una psichedelia fatta di suite interminabili, di album concept dall’impianto praticamente strumentale in cui hanno toccato tutte le varie sponde del rock, anche se il loro stile non è mai stato esagerato. Questa volta si proiettano in un universo completamente sognante, in cui la struttura cosmica di dilata intorno a delle orbite decisamente space, configurandosi attraverso una forma new-age appagante e cristallina. Il difetto è che alla lunga tutto questo potrebbe risultare monotono, come se la colonna sonora di un viaggio onirico verso l’incommensurabile, fosse lì ad aspettarci per portarci oltre le barriere inconsuete. La risposta è tutta racchiusa nella parte positiva del progetto che enfatizza la nostra gioia interiore, come una sorta di momento legato alla meditazione, e poi rivissuto come un’opera della vita intorno all’immensità. Voto 6,5

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echoes of silence

Echoes of Silence
Too Late

Ora celebriamo una band tutta italiana, arrabbiata quanto basta da trasformare una psichedelia di fondo in una forma di post-punk particolare, in cui la figura di Iggy Pop giganteggia come un monolite sopra ogni traccia. Poi è chiaro, se la lezione di Ian Curtis è diventata per una serie infinita di gruppi una specie di deriva messianica da cui non si può fuggire, è perché il giganteggiare di certe figure, sono rimaste e rimarranno impresse per l’eternità nei cuori degli appassionati. Quest’album è di una bellezza straordinaria, riesce a caratterizzare tutte le tracce con una pulizia e nello stesso tempo con una potenza di suono uniche, a tal punto che ogni canzone emerge dirompente, non solo nel riecheggiare i vecchi eroi, ma nello sviluppare una serie di bellissime melodie dall’impatto emotivo e coinvolgente. Evidentemente la lezione di Fun House non si è ancora sopita nonostante siano passati 50 anni, perché riuscire ad evocare certi capolavori con la novità dei nostri giorni, è proprio gridare al mondo la vittoria del rock’n’roll sopra ogni cosa, sottolineando la nostra fortuna ad essere nati in questo periodo storico dove la musica ha cambiato per sempre le nostre vite. Voto 8

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P-Anderes-Holz-Continuo

Anderes Holz
Continuo

Ora ritorniamo in Germania per ascoltare una band che miscela una forma di progressive particolare, infarcita di cabaret e intuizioni teatrali, anzi, tutta la messinscena è generata proprio dalle variazioni di questo palcoscenico particolare accentuato dai testi in tedesco, i quali sviluppano una forma brechtiana come retrogusto nell’ascolto. E poco importa se la violenza math-rock crea scatti improvvisi e violenze industrial come scenografia della commedia, tutta l’opera si avvale di confluenze particolari e di sussulti eccentrici sovrapposti a tutto l’impianto, tanto originali quanto spiazzanti. Eppure, la complessità visionaria regge magnificamente e incuriosisce rompendo tutti gli schemi possibili, attraverso ritmi marziali, acidi, controversi, spezzati da un continuo rincorrersi di voci e di attori spesso dall’apparenza ridicola, come se un messaggio subliminale irrompesse all’improvviso nella trama surreale. La vita è anche questa e noi siamo gli inconsapevoli spettatori, o addirittura, i veri protagonisti della storia. Voto 8

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P-Jalayan-Floating-Islands

Jalayan
Floating Islads

Esiste una teoria chiamata “degli antichi astronauti“, in cui si ipotizza che la Terra in un lontano passato sia stata colonizzato da un’altra razza proveniente dallo spazio profondo, magari per sfuggire da un loro pianeta morente, come potremmo essere noi fra qualche secolo. E che successivamente, tramite un esperimento genetico tra loro e gli ominidi che popolavano la nostra preistoria, abbiano generato noi, per buona pace fra creatori e dei. Ecco, questa band tutta italiana ripercorrere un’ipotesi curiosa con un disco tutto progressive dove riecheggiano a pieno titolo la figura di Vangelis e uno space-rock tutto carico di elettronica dagli effetti multicolori. Sostanzialmente, è la cronistoria di un viaggio interstellare a suon di musica come colonna sonora di un film fantascientifico. Non è casuale che il nome del gruppo si rifà ai testi sacri precursori dell’induismo, dove si citavano questi oggetti volanti e in cui tutti i corpi celesti erano isole galleggianti nell’infinito collegate da una forza invisibile. Poi è chiaro, alla fine i veri protagonisti sono le chitarre e i sintetizzatori, tutti fluttuanti all’interno di un incedere limpidissimo e un sound dall’impatto positivo,  per la pulizia del suono che farà la gioia degli amanti del genere.  Voto 7

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P-Moura-Axexan Espreitan

Moura
Axexan, Espreitan

Concludiamo con un ensemble spagnolo che coniuga una forma psichedelica di progressive con il folk della loro terra, caratterizzato da influenze galiziane e portoghesi, e sfumature popolari come un rito collettivo. Questa loro miscela che unisce la classicità di un certo rock con una musica appartenente alla tradizione, viene resa originale proprio dallo spirito chansonnier insito nella storia di ognuno di loro, portando tutto l’apparato strumentale nelle coordinate di una suite lodevolissima dall’appeal multiforme e fascinoso. Sembra di ascoltare certi lavori che vennero pubblicati in Italia negli anni ’70, quando la musica progressiva di allora fece sfociare nel calderone infinito dell’epoca, certe sorprese legate alla molteplicità e alle sfumature del nostro territorio, il quale riuscì a coniugare tutti i suoni del mediterraneo con l’espressività blues: un blues nostrano certo, contaminato da un poliedrico e multiforme repertorio della nostra tradizione contadina. La stessa cosa fanno questi ragazzi, aggiungendo sfumature e vibrazioni tipicamente nord-iberiche, insieme ad una variazione di suoni che circondano l’ascoltatore fino a farlo innamorare e proprio per questo, elevare nella bellezza, lasciandoci nella convinzione che tutte le strade partite dalla musica che amiamo, poi, riescono a sorprenderci piacevolmente.   Voto 9

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cocktail e musica

Bene, abbiamo terminato una serie di aperitivi musicali prima che possiate godervi le ferie, anzi, proprio in vacanza cercate di ascoltare della buona musica perché vi sentirete migliori e appagati.
Lasciatevi andare, sorseggiate la vostra bevanda preferita, ascoltate la canzone che ritenete possa allietare la vostra giornata: unite le due cose insieme per fare della vita, la cosa più bella che avete fra le mani…
Salute ragazzi!

il Barman del Club

16 Comments on “LA FASCINAZIONE PSICHEDELICA – Alcune ottime uscite di questi primi mesi del 2022

  1. Finalmente un po’ di venticello ed è stata una vera goduria sorseggiare il mio aperitivo, Grazie grazie, e ascoltare queste tue proposte così Stimolanti.
    Buone vacanze anche a te.
    Super abbraccio

    Piace a 3 people

    • Ci mancherebbe. Solitamente quando scelgo una decina album come questi, nella esagerata proposta di questi anni, cerco sempre di accontentare gusti diversi, in modo che gli avventori del Bar possano scegliere in base ai loro gusti personali. Per il resto buone cose e buona estate anche a te !

      Piace a 1 persona

  2. Carissimo, gustati tutti con molto piacere. Concordo con I tuoi voti. I primi tre album I più interessanti, ma Echos of.. anche molto bello, sarà per i ricordi così ben rimaneggiati. Grazie, fratello.

    Piace a 1 persona

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