Patrick Ourednik, nato a Praga nel 1957, è uno scrittore eclettico, saggista, linguista, sceneggiatore, traduttore, ricercatore di opere letterarie particolari e sconosciute al grande pubblico, e per i più curiosi è anche un grande esperto di scacchi ( quest’ultima nota non è casuale perché nella sua opera si sente e si percepisce questa passione). Nel 1984 ha lasciato l’ allora Cecoslovacchia, per trasferirsi a Parigi come esule volontario, dove attualmente lavora. In Italia  :duepunti edizioni ha pubblicato “Europeana – Breve storia del XX secolo”  (2005) un successo internazionale dall’ ironia lacerante e sarcastica. Tradotto in oltre venti lingue è una sorta d’ inventario apocalittico che accomuna banali invenzioni a movimenti politici, “b-side” sociologici a eventi epocali. E  “Istante propizio” (2006) liberamente ispirato a un’ esperienza anarchica tenuta in Brasile verso la fine dell’ 800. Un romanzo breve su un’ utopia libertaria che tale rimarrà solo sulla carta, perché ripercorre, come già in  Europeana, tutte le rappresentazioni dei difetti dell’ umanità osservati da diversi punti di vista, perché ritrovarsi in mezzo alle problematiche appena lasciate dietro le spalle, sostanzialmente, è la consapevolezza che i nostri istinti più “bassi” rappresentano la barriera insuperabile delle nostre “verità”, come se l’ ideologia, o meglio ancora l’ utopia, fosse un prodotto preconfezionato nel supermercato sotto casa, dove basta rifornirsi da soli per partire verso un lungo viaggio.
Ebbene, sempre  la casa editrice di Palermo :duepunti a pubblicato questo “Oggi e dopodomani – discorsi di cinque sopravvissuti”  (2011),  che a tutti gli effetti è un opera teatrale divisa in quattro scene e un epilogo. Dove, si leggono in questa rappresentazione, i dialoghi di,  prima tre e poi cinque personaggi, chiusi loro malgrado all’ interno di una stanza da dove non si può uscire, perché le porte non hanno maniglie, e dove, pare, che all’ esterno sia avvenuta la fine del mondo. Il contesto assurdo viene amplificato dagli strani discorsi dei protagonisti, come se cinque mondi prima in equilibrio e poi in collisione rappresentassero tutta l’ umanità, attraverso le loro paure e i loro desideri. Il tutto è condotto dalla sottile satira dell’ autore all’ interno di un’ atmosfera straniante e nello stesso tempo “troppo normale”, vista la questione in oggetto: ma se la fine del mondo ci fosse sempre stata ?  E noi non ce ne siamo mai accorti ? …e anche se ce ne fossimo accorti non ci abbiamo mai fatto caso ?  Domande banali… domande importanti… chi lo sa, il resto è teatro, finzione scenica o illusione di una verità che ci circonda, quotidianamente.

CARLO  –  La verità non è mai assoluta. Ci vuole particolarità.
GIOVANNI  –  Particolarità !
CARLO  –  Perché ?  Non si può dire ?  Tipo andare nei particolari.
GIOVANNI  –  Il fatto è che la verità che ci riguarda, qui, vale solo nei particolari. Il mondo è scomparso, la gente è sparita, la strada va verso l’ interno, ma non verso l’ esterno. Siamo qui da tre giorni, e ancora non sappiamo che cosa succede.
CARLO  –  Ma qui si sta bene !  Abbiamo sedie per sederci, una tavola, un letto e un bel po’ di provviste. Che altro ci serve ?
GIOVANNI  –  Sapere che è successo…

E mentre in un mondo che ha inventato di tutto: l’ automobile, la televisione, lo spazzolino da denti,  internet, ma non ha inventato le maniglie delle porte, ebbene, in questo mondo le pareti, impercettibilmente, si stringono sempre più; qualcuno se ne accorge, qualcun’ altro meno. Intanto il mondo, forse, rimane sempre uguale… Tutto finisce, gli spettatori se ne vanno, ma le porte sono state chiuse, al posto delle maschere e del guardarobiere ci sono ora dei manichini. Tutti andranno verso le uscite di sicurezza ma, saranno sicuri che il mondo esista ancora ?   …vi ho già svelato il finale ?  Ne siete proprio sicuri ?  Provate a guardare fuori dalla vostra finestra…

il Barman del Club

4 Comments on “PATRIK OUREDNIK – OGGI E DOPODOMANI – discorsi di cinque sopravvisuti

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