WIRE -Mind Hive

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Quando un gruppo storico della scena post punk e new wave londinese, continua a rimanere sugli alti livelli per oltre quarant’anni, con album di notevole fattura come quest’ultimo “Mind Hive“, rappresenta e rappresentano la più autorevole dimostrazione, di come la classe, possa emergere inalterata quando incontra l’intelligenza. Ma è proprio il piglio culturale e soprattutto intellettuale, che marchia tutta la carriera artistica della band di Colin Newman e Graham Lewis, sempre a metà fra le stratificazioni di una ricerca musicale segnata da mutevoli sperimentazioni, e una coerenza ostinata che non si è mai piegata a nessun tipo di compromesso.

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ALGIERS – There Is No Year

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Se il 2020 si è aperto con un album di una bellezza abbagliante come questo terzo lavoro della band di Atlanta, allora possiamo dedurre che di vita ne abbiamo ancora tanta davanti, giusto per gustare tutta quella meraviglia che la musica ci porge, soprattutto pensando al decennio appena passato e a quello che ci aspetta. Fondamentalmente, ci siamo lasciati coinvolgere da un’espressività debordante, in cui l’eccessività e la forsennata voglia di produrre e riprodurre tutte le idee confluite nelle dinamiche dell’evoluzione artistica, ha ribaltato la forma originaria in cui soltanto il talento poteva emergere e poi conseguentemente supportato dai professionisti del settore. Allora che dire se la classe bisogna cercarla coniugando la progressiva capacità di elevarla a valore e non soltanto a passaggio da scaricare, accomunando le variabili di questo verbo dalle molteplici stratificazioni metaforiche?

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THE PLATFORM – di Galder Gaztelu-Urrutia

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Sulla piattaforma di Netflix ho visto il film (e non è un gioco di parole) “The Platform” del regista spagnolo Galdner Gaztelu-Urrutia. Titolo originale “El Hoyo” (il buco) e distribuito proprio in questi giorni da noi.
Premiato in diversi festival, è la rappresentazione dell’ingordigia umana e dell’egoismo lacerante generato dall’avidità scaturita proprio in situazioni estreme, le quali, portano e trasformano qualsiasi individuo pensante, in un animale troppo spesso vicino ai confini della follia. Personalmente credevo di avere uno stomaco forte, ma di fronte a certe scene, mi è risultato difficile concepire una brutalità tale pur essendo esasperata dalla situazione narrata. Infatti, lo consiglio solamente a coloro che non hanno problemi di visione quando ci si cala negli abissi dell’umanità, soprattutto quando esiste solo la perversione della sopravvivenza. Intendiamoci, il film ha una forza dirompente proprio per la metafora che vuole trasmettere, e vive dentro a queste contraddizioni e a queste aberrazioni, perché, specularmente rispecchia la nostra realtà, in cui, i paesi ricchi mangiano tutto quello che vogliono a discapito di quelli più poveri, ai quali non rimane niente, nonostante ce ne fosse la possibilità.

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LE NOSTRE IMPRONTE

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Le nostre impronte

Le mie mani salgono
ad una ad una sulle tue
Le cercano per sentirsi rubate
dagli angoli remoti
che vogliono abitare
fino a disperdere il bottino
come le impronte impossibili
da cancellare

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DA UNA RIVA ALL’ALTRA

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DA  UNA RIVA ALL’ALTRA

Immergersi ancora una volta
per esistere
oltre le figure della scogliera
Mai il colore dell’acqua
è stato così uguale al cielo

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IL TRIONFO DELLA MORTE

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Cosa devo dirvi ragazzi, mi hanno chiuso il locale: sapevo che sarebbe finita in questo modo, visto l’allargarsi del contagio.
Il problema è che stiamo entrando in un discorso complesso, che riguarda non solo la nostra salute, ma l’egemonia internazionale, con tutti i risvolti socioeconomici derivati dalla pandemia, perché, una volta erano le guerre a ristabilire gli equilibri mondiali,  ora sono il PIL e lo SPREAD, e a rimetterci, sono (o saranno) sempre i più deboli.

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CLOUD ATLAS

sfiorare le nuvole

ATLANTE DELLE NUVOLE

                                     “…la nostra vita non ci appartiene.
                                          Dall’inizio alla fine siamo legati ad altri.
                                          Passati e presenti.
                                          E da ogni crimine, da ogni gentilezza,
                                          generiamo il nostro futuro…”
                                                   (dall’omonimo film delle sorelle Wachowski e Tom Tykwer)


Noi siamo i giudici
noi siamo gli imputati
Non si ferma il girotondo
di un’immensa folla
per condurre il ballo
dentro le foreste dell’umanità
verso un altro nord

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ANTIDOTO AL VIRUS

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Prima che mi chiudano il locale per le misure precauzionali emanate del governo, volevo offrirvi l’antidoto giusto per essere immuni al virus che sta condizionando le economie mondiali (per ora solo di Asia ed Europa), così, almeno, ci facciamo una bella bevuta prima della restrizione…

Salute ragazzi !

il Barman del Club

INTONAZIONI CONSEGUENTI

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Intonazioni Conseguenti e Intonations Cocktail Club 432

Il nome di questo spazio web e l’intestazione del locale stesso cui questo blog si riferisce, s’inoltrano a livello metaforico nella storia e nelle pulsioni autentiche della musica e delle espressività artistiche, e soprattutto, nelle nostre dimensioni e nelle nostre emozioni più nascoste, ma che esistono e vivono in noi sotto forma di energia, di vitalità, di bellezza e di equilibrio, anche se poi tutto sommato questo è un Cocktail Club, e come tale rimane, per divertirci.
Ma veniamo a noi…

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I MIGLIORI DISCHI DEL 2019 – per l’ Intonation Cocktail Club 432

i migliori album del 2019

i migliori album live del 2019

I MIGLIORI DISCHI DEL 2019
per l’ Intonation Cocktail Club 432

BLACK MIDI – Schlagenheim
BLACK MOUNTAIN – Destroyer
BRITTANY HOWARD – Jaime
DHIDALAH – Threshold
FONTAINES D.C. – Dogrel
GARY CLARK Jr – This Land
HAWKWIND – All Aboard The Skylark
JAMBINAI – Onda
LANA DEL REY – Norma Fucking Rockwell!
MASSIMO VOLUME – Il Nuotatore
MDOU MOCTAR – Ilana (the creator)
PETER PERRETT – Human World
ROSALIE CUNNIGHAM – Rosalie Cunnigham
SACRI MONTI – Waiting Room for the Magic Hour
TEST DEPT – Disturbance
THE MURDER CAPITAL – When I Have Fears
THERE WILL BE BLOOD
 – Beyond
THE WHO – Who
TOOL – Inoculum
W.H. LUNG – Incidental Music


MIGLIOR RISTAMPA
CREDEENCE CLEARWATER REVIVAL – Live at Woodstock

MIGLIOR DISCO LIVE
FILARMONICA DELLA SCALA & RICCARDO CHAILLY – The Fellini Album

MIGLIOR PERFORMANCE
LA IGLESIA ATOMICA– The Jm Jones Kool-Acid Test vol. 1 & vol. 2

MIGLIOR DISCO DI COVER
AA/VV – Hellelujah: The Song of Leonard Cohen

 

Anche quest’anno ho scelto 20 album di buon livello più 4 particolari per una playlist interessante, con i soliti abbinamenti degni di questo locale. Chiaramente, come sempre sono le mie scelte e come tali vanno considerate, ma che s’inseriscono in  quella comune partecipazione che allieta le giornate degli appassionati della musica. Un disco può piacere, un altro meno, ma quello che conta e che non si smetta mai di suonare e di ascoltare: un dono reciproco, il quale, nella sua molteplicità, non può mancare nelle nostre vite, come un buon bicchiere…  Gustatevelo !!!

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MASSIMO BARALDI – Tre giorni nella vita

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Sarà capitato anche a voi di chiedervi qual’è stato il giorno più bello della vostra vita, o il giorno più brutto, o quello così così che ricordate solamente perché rimasto a metà fra l’attesa e la disillusione? Ebbene, Massimo Baraldi, scrittore della bassa modenese, cresciuto a Imperia e successivamente trasferitosi a Como, ha dato voce a una moltitudine di personaggi famosi, facendoli confessare in una sorta di risposta-monologo, proprio dalle domande esposte in apertura. Ne esce una straordinaria esposizione collettiva in cui, ognuno di loro, parla di se stesso confrontandosi proprio con delle giornate particolari difficili da dimenticare. Artisti, sportivi, musicisti, attori, avventurieri, professionisti dal nome conosciuto o eroi dimenticati dal protagonismo dilagante; hanno tutti in comune le attese che ognuno di noi vive nel corso di un’intera esistenza, come se lo specchio del mattino finalmente ci parlasse, senza paura di sorprenderci, anzi, lo potrà fare con lo spirito della spontaneità e con la partecipazione emotiva che circonda la bellezza.

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TOURIST OFFICE

spencer tunick corpi

Tourist Office

Ho conosciuto uomini
ripetere milioni di volte
lo stesso identico giorno
vendere il proprio destino
ricevere in cambio un altro cammino
da saccheggiare
e diventare assassini

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