LE NOSTRE IMPRONTE

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Le nostre impronte

Le mie mani salgono
ad una ad una sulle tue
Le cercano per sentirsi rubate
dagli angoli remoti
che vogliono abitare
fino a disperdere il bottino
come le impronte impossibili
da cancellare

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DA UNA RIVA ALL’ALTRA

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DA  UNA RIVA ALL’ALTRA

Immergersi ancora una volta
per esistere
oltre le figure della scogliera
Mai il colore dell’acqua
è stato così uguale al cielo

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IL TRIONFO DELLA MORTE

il trionfo della morte

Cosa devo dirvi ragazzi, mi hanno chiuso il locale: sapevo che sarebbe finita in questo modo, visto l’allargarsi del contagio.
Il problema è che stiamo entrando in un discorso complesso, che riguarda non solo la nostra salute, ma l’egemonia internazionale, con tutti i risvolti socioeconomici derivati dalla pandemia, perché, una volta erano le guerre a ristabilire gli equilibri mondiali,  ora sono il PIL e lo SPREAD, e a rimetterci, sono (o saranno) sempre i più deboli.

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CLOUD ATLAS

sfiorare le nuvole

ATLANTE DELLE NUVOLE

                                     “…la nostra vita non ci appartiene.
                                          Dall’inizio alla fine siamo legati ad altri.
                                          Passati e presenti.
                                          E da ogni crimine, da ogni gentilezza,
                                          generiamo il nostro futuro…”
                                                   (dall’omonimo film delle sorelle Wachowski e Tom Tykwer)


Noi siamo i giudici
noi siamo gli imputati
Non si ferma il girotondo
di un’immensa folla
per condurre il ballo
dentro le foreste dell’umanità
verso un altro nord

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ANTIDOTO AL VIRUS

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Prima che mi chiudano il locale per le misure precauzionali emanate del governo, volevo offrirvi l’antidoto giusto per essere immuni al virus che sta condizionando le economie mondiali (per ora solo di Asia ed Europa), così, almeno, ci facciamo una bella bevuta prima della restrizione…

Salute ragazzi !

il Barman del Club

INTONAZIONI CONSEGUENTI

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Intonazioni Conseguenti e Intonations Cocktail Club 432

Il nome di questo spazio web e l’intestazione del locale stesso cui questo blog si riferisce, s’inoltrano a livello metaforico nella storia e nelle pulsioni autentiche della musica e delle espressività artistiche, e soprattutto, nelle nostre dimensioni e nelle nostre emozioni più nascoste, ma che esistono e vivono in noi sotto forma di energia, di vitalità, di bellezza e di equilibrio, anche se poi tutto sommato questo è un Cocktail Club, e come tale rimane, per divertirci.
Ma veniamo a noi…

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I MIGLIORI DISCHI DEL 2019 – per l’ Intonation Cocktail Club 432

i migliori album del 2019

i migliori album live del 2019

I MIGLIORI DISCHI DEL 2019
per l’ Intonation Cocktail Club 432

BLACK MIDI – Schlagenheim
BLACK MOUNTAIN – Destroyer
BRITTANY HOWARD – Jaime
DHIDALAH – Threshold
FONTAINES D.C. – Dogrel
GARY CLARK Jr – This Land
HAWKWIND – All Aboard The Skylark
JAMBINAI – Onda
LANA DEL REY – Norma Fucking Rockwell!
MASSIMO VOLUME – Il Nuotatore
MDOU MOCTAR – Ilana (the creator)
PETER PERRETT – Human World
ROSALIE CUNNIGHAM – Rosalie Cunnigham
SACRI MONTI – Waiting Room for the Magic Hour
TEST DEPT – Disturbance
THE MURDER CAPITAL – When I Have Fears
THERE WILL BE BLOOD
 – Beyond
THE WHO – Who
TOOL – Inoculum
W.H. LUNG – Incidental Music


MIGLIOR RISTAMPA
CREDEENCE CLEARWATER REVIVAL – Live at Woodstock

MIGLIOR DISCO LIVE
FILARMONICA DELLA SCALA & RICCARDO CHAILLY – The Fellini Album

MIGLIOR PERFORMANCE
LA IGLESIA ATOMICA– The Jm Jones Kool-Acid Test vol. 1 & vol. 2

MIGLIOR DISCO DI COVER
AA/VV – Hellelujah: The Song of Leonard Cohen

 

Anche quest’anno ho scelto 20 album di buon livello più 4 particolari per una playlist interessante, con i soliti abbinamenti degni di questo locale. Chiaramente, come sempre sono le mie scelte e come tali vanno considerate, ma che s’inseriscono in  quella comune partecipazione che allieta le giornate degli appassionati della musica. Un disco può piacere, un altro meno, ma quello che conta e che non si smetta mai di suonare e di ascoltare: un dono reciproco, il quale, nella sua molteplicità, non può mancare nelle nostre vite, come un buon bicchiere…  Gustatevelo !!!

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MASSIMO BARALDI – Tre giorni nella vita

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Sarà capitato anche a voi di chiedervi qual’è stato il giorno più bello della vostra vita, o il giorno più brutto, o quello così così che ricordate solamente perché rimasto a metà fra l’attesa e la disillusione? Ebbene, Massimo Baraldi, scrittore della bassa modenese, cresciuto a Imperia e successivamente trasferitosi a Como, ha dato voce a una moltitudine di personaggi famosi, facendoli confessare in una sorta di risposta-monologo, proprio dalle domande esposte in apertura. Ne esce una straordinaria esposizione collettiva in cui, ognuno di loro, parla di se stesso confrontandosi proprio con delle giornate particolari difficili da dimenticare. Artisti, sportivi, musicisti, attori, avventurieri, professionisti dal nome conosciuto o eroi dimenticati dal protagonismo dilagante; hanno tutti in comune le attese che ognuno di noi vive nel corso di un’intera esistenza, come se lo specchio del mattino finalmente ci parlasse, senza paura di sorprenderci, anzi, lo potrà fare con lo spirito della spontaneità e con la partecipazione emotiva che circonda la bellezza.

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TOURIST OFFICE

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Tourist Office

Ho conosciuto uomini
ripetere milioni di volte
lo stesso identico giorno
vendere il proprio destino
ricevere in cambio un altro cammino
da saccheggiare
e diventare assassini

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JULIAN CHARRIÈRE – towards no earthly pole

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Julian Charrière è un giovane artista svizzero, già insignito di numerosi premi internazionali, con una carriera alle spalle che può annoverare performance nelle più impostanti sedi espositive. Attualmente è presente al LAC di Lugano con questa video-installazione, la quale, non solo si ricollega con la mia precedente recensione, ma accentua lo spessore delle dinamiche urgenti riguardanti il riscaldamento globale, e la suggestione incombente sempre a metà fra l’introspezione personale e il dramma su larga scala.

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ECKER & MEULYZER – Carbon

koenraad ecker & frederick meulyzer carbon

La “non-recensione” di questo album prevalentemente ambient, andrebbe letta con il sottofondo dello stesso, giusto per amalgamarsi con tutte le mie elucubrazioni fra musica ed ecologia, fra espressioni sintetizzate e un’attualità incombente, perché in queste note siamo tutti coinvolti, proprio per esorcizzare un futuro che ci sta venendo addosso.
Link traccia d’ascolto
In realtà Koenraad Ecker e Frederik Meulyzer, già resesi protagonisti di progetti analoghi fra sperimentazione impro-jazz e avanguardia, legata a svariati spettacoli, eseguono da anni un lavoro di ricerca musicale particolare, il quale scava nel fondo di un’anima lacerata dalla modernità, la quale sta accerchiando la vita del nostro pianeta.

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LAST MINUTE

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Last Minute

Per noi che abbiamo a lungo cercato
un’idea     un’identità
una sincera lealtà        una coerenza
un delirio di onnipotenza
una rabbia vera
e una facile innocenza
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JOKER – L’ossessione del bene e del male

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Il titolo esatto doveva essere: “Joker – Original Motion Picture Soundtrack – Music by Hildur Gudnadottir” ovvero “L’ossessione del bene e del male“, ma capite, era troppo lungo.  Jim Morrison diceva che il rock era un fottuto mezzo per spacciare poesie, e io potrei aggiungere che un Barman appassionato di musica, potrebbe utilizzare una colonna sonora per spacciare la recensione di un film; giusto perché parlo spesso di musica e poco di cinema.
Entrare nei solchi di una colonna sonora è come entrare nel film stesso: veder ripassare tutta la pellicola nella propria mente, in una sorta di suddivisione delle scene quasi al rallentatore, e in questo caso, accentuate dalla tragedia di un uomo attraverso la potenzialità delle note stesse, oltre al dramma da cui si genera tutta la sceneggiatura. Tanto per rimanere in tema con questo lungometraggio, si vive in un sdoppiamento della personalità. come se il protagonista di una fiction diventasse reale, giusto il tempo per coinvolgere quella parte del presente che abbiamo sotto gli occhi, in cui effettivamente sono troppe le menti che vacillano..

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NEIL YOUNG & CRAZY HORSE – Colorado

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Ci sono artisti che sono imprescindibili per la propria vita: per affinità emozionali, per coincidenze musicali, per vissuti personali, per orizzonti immaginati, per schitarrate che ti senti dentro e altro ancora. Ecco che il Neil Young elettrico, e sottolineo “elettrico” (!!!), proprio con i fidati Crazy Horse: compagni di un’esistenza, è stato, anzi, sono stati coloro che mi hanno sconvolto l’anima da ragazzo e non si sono più fermati, nonostante l’evoluzione del rock, fra punk, new wave, funky e avanguardia. Ogni volta che i “cavalli pazzi” ritornavano sulle scene, personalmente entravo in fibrillazione ascoltando quelle lunghe cavalcate cariche di elettricità e di vibrazioni.

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LUIGI BESANA – L’erba sogna il cielo

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“L’erba sogna il cielo” del canturino Luigi Besana, della Edizioni Convalle, è una silloge poetica la quale racchiude tutto il pensiero lirico di quest’autore schivo, ma ricchissimo di emozioni, e sono proprio le emozioni che conducono il suo versificare, spesso introverso, spesso notturno, spesso solitario, spesso sofferto ma sempre intensamente forte, vivo, autenticamente vero e sempre circoscritto intorno alla sua intimità.

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PILLOLE DI SALAME – musica per vicini solidali

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Non fasciamoci troppo la testa, esistono anche i vicini solidali, quelli simpatici, quelli che finalmente hanno un briciolo d’intelligenza e con cui parliamo volentieri, perché in fondo la vita ci offre sempre delle belle sorprese, anche inaspettate. Così ci può capitare che un vicino, il quale credevamo fosse vivo culturalmente, invece risulterà proprio il contrario, mentre un’altro a cui non davi nemmeno un cent, ti potrà sorprendere piacevolmente. Alla fine quello che conta è un bel sorriso e quella gentilezza che nella solidarietà più rispettosa, dimostra che la qualità migliore di tutte, è proprio l’altruismo. Magari di una bella ragazza, come una bella canzone…

musica per vicini solidali-incipitConcludiamo questo breve giro di aperitivi musicali, con qualcosa di più vicino a noi, riguardante delle uscite italiane significative, perché anche dietro l’angolo di ogni giorno, esiste un mondo da scoprire.

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PILLOLE DI SALAME – musica per vicini pericolosi

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Viviamo in un mondo dove le sorprese sono sempre dietro l’angolo, e spesso, non ci rendiamo conto se il nostro vicino è una brava persona o un assassino seriale, o forse, sto guardando troppa televisione piena di omicidi e di risvolti noir. Per fortuna che l’horror non è il mio genere, altrimenti con questa inflazione di film sempre densi di immagini splatter la situazione peggiorerebbe. E allora perché vanno di moda questi generi? Forse perché le aspettative del pubblico si concentrano sopra un’ora di ansia esasperata, per poi sincerarsi di essere protetti dalle mura della propria casa. In fondo, chi di noi non ha provato una certa tensione variabile fra l’eccitazione e lo sbigottimento, quando trasmettono in diretta riprese che registrano una catastrofe? E quando seduti tranquillamente sul nostro divano guardiamo morbosamente una morte in diretta sicuri che a noi non capiterà mai…. Un momento, stanno suonando alla mia porta, ma chi mi cerca a quest’ora della notte?

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Anche la musica non è immune ad atmosfere che acuiscono il momento di emozioni prossime al delirio, o alla tensione, o proprio alla paura, in una sorta di passaggio medianico fra un mondo e l’altro. E giusto per non farci mancare niente, entriamo nelle stanze buie di un 2019 oscuro e inquietante… Buon ascolto (!)

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PILLOLE DI SALAME – musica per vicini curiosi

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Avete ragione, di vicini curiosi ce ne sono fin sopra i capelli, ed è difficile difendersi. Poi, se vogliamo vedere, oggi come oggi, la tanto decantata privacy è solo un miraggio lasciato nei retroterra del passato. Non è casuale che Andy Warhol disse la famosa frase in cui ognuno di noi in un ipotetico futuro avrebbe avuto i suoi 15 minuti di popolarità, e ora, che questo futuro è arrivato, Banksy gli ha risposto dicendo che in un ipotetico futuro, chissà se ognuno di noi avrà i suoi 15 minuti di anonimato. Perché è così, la rete ci ha unito in una corta di circuito interattivo dove ognuno sa tutto dell’altro, e non c’è via di scampo, i vicini curiosi sbucano da tutte le parti. Cerchiamo d’intendere questa voglia di scoprire fin troppo morbosa, come la scoperta di prodotti musicali un po’ particolari, che non siano necessariamente difficili, ma che s’inoltrano in una ricerca artistica la quale richiede qualche ascolto in più, e che gli inguaribili curiosi persistono nell’inseguirli proprio per un desiderio di conoscenza.

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Bisogna comportarsi in maniera adulta e fare della musica un bene primario da poter condividere, perché la valenza delle sue emozioni e delle sue vibrazioni, è qualcosa che possiamo decidere se viverlo da soli o con il gruppo di amici che preferiamo. Buon ascolto…

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PILLOLE DI SALAME – musica per vicini rumorosi

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Come vi avevo preannunciato, dopo il disco di Cave avevo bisogno qualcosa di forte, per riportare l’umore sopra altri livelli. Di conseguenza, giusto il tempo per iniziare questa mia rubrica, il volume si deve alzare a costo di svegliare tutto il condominio. In fondo, se il salame metaforizza qualcosa di paesano in questa nostra società che, a tutti i costi, vuole uniformarsi appiattendo qualsiasi cosa per genuflettersi alle multinazionali, non ci resta la ricerca di quei prodotti i quali conservano ancora il fascino del gusto, e potremmo aggiungere l’aggettivo, “genuino”, proprio perché qualcosa di buono è rimasto. Così come in musica, perché nella marea di proposte avvenuta nel 2019, la selezione della qualità d’ascoltare ci può tenere svegli a suon di decibel con gli amplificatori regolati al massimo.

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E allora partiamo per questo primo viaggio diviso in 4 parti a seconda della particolarità dei nostri vicini, perché, loro malgrado, dovranno sopportarci come noi sopportiamo loro.

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NICK CAVE – Ghosteen

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Non è facile esprimersi di fronte al dolore e non è facile giudicarlo a priori, perché la spirale delle emozioni è talmente personale da rimanere dentro se stessi, in una sorta di decantazione in cui nessuno si può avvicinare. Soltanto al tocco delle dita, il freddo esagerato provocherebbe un’ustione. Il problema è il rapporto fra una perdita (in questo caso terribile come la morte di un figlio), e la reazione dell’artista, il quale ha la possibilità di costruire un’opera sempre a metà fra la catarsi interiore e la liberazione dai fantasmi che l’avvolgono in quei precisi momenti, come se uno sfogo necessario si riappropriasse delle direttive interne al circuito della vita, uscendo dall’abisso stesso.
Il buio si sa, è fonte di troppi pensieri che condizionano il cervello, il quale riesce forse involontariamente, a prefigurare ogni forma idealizzata proiettandola dentro e fuori il nostro immaginario, come se misteriosi ologrammi o fonti di energia ci venissero incontro per riappacificare l’anima, rendendoci felici e confusi nello stesso tempo.

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JAMBINAI – Onda

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In questi ultimi anni, si è sentito molto spesso parlare di “musica etnica” o di “world music”, come se etichettare un genere fosse necessario a tutti i cosi, dimenticando che anche la nostra, o quella americana, fa parte di un angolo di mondo, e non deve necessariamente essere quella che si è appropriata di termini in cui tutte le altre le girano intorno. D’accordo che bisogna indirizzare l’ascoltatore, e fin qui va bene, ma poi bisogna parlare di musica come parte di noi e delle nostre stesse emozioni, senza distinzioni. Ecco che questo ensemble sudcoreano può introdurre l’argomento proprio a suon di note, facendo parlare gli strumenti, anch’essi originali, ma che fanno parte di quel patrimonio importante dei popoli. Jambinai è il loro nome, i quali, miscelando le sonorità delle loro origini, riescono a trovare un varco per quello che chiameremo più semplicemente folk-apocalittico intinto di post-rock, giusto per essere più sinceri con noi stessi, senza circoscriverli dentro ad ambiti particolari, ed elevandoli insieme allo loro magia per un sound originalissimo.

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IL MONDO SI LASCIA ANDARE

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il mondo si lascia andare

Il mondo si lascia andare
sopra città illuminate
da schermi piatti
da scambi di plasma
collegati a finestre aperte

sulla civiltà degli insulti
il mondo si lascia andare
sul lessico riportato
di chi sarà ventriloquo
e poi attore

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DA CAPTAIN TRIPS – Improvisation vol. 1

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In Italia, esiste un sottobosco (e non so neanche se questo termine sia giusto) di band eccezionali con musicisti altrettanto eccezionali che fanno musica eccezionale. Scusate il gioco di parole, ma se  il mondo parla in maniera esasperante dei soliti nomi con un’ossessione altrettanto ripetitiva, senza dedicarsi a quel filone underground pieno di talenti che suonano proprio per il gusto di suonare, sfoderando prodotti eccellenti, è perché nelle dinamiche commerciali, ormai sconvolte da internet, soprattutto nelle novità, conviene giocare con un continuo mordi e fuggi senza remissione. La scelta viene lasciata agli appassionati veri, i quali si tuffano alla ricerca di quei capolavori fortunatamente presenti in rete come dei tesori, ma che sono immersi in un oceano di proposte inimmaginabili, talmente numerose che a volte il loro ritrovamento è proprio legato al passaparola o all’utilizzo di una “mappa” capitata lì per caso. Ecco che Da Captain Trips troverete tutti i presupposti per regolare il sestante verso quelle meraviglie, perché l’ultimo album di questa band piacentina, divisa fra Lecco e Busto Arsizio, è di una bellezza luccicante, in cui, tutti gli stilemi del rock psichedelico, si concentrano in questi 50 minuti di suggestioni caleidoscopiche.

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Letteratura e fantascienza

fantascienza-2immagine presa dal web

Per un appassionato come me di Fantascienza, voglio consigliarvi un articolo interessante di Jonathan Lethem, già ottimo scrittore, in cui si apre una discussione sul valore letterario della fantascienza, troppo spesso marginalizzata nella letteratura di genere, facendo un excursus sulle dinamiche sia commerciali e sia storiografiche della   scrittura alternativa.
Questo è il link  
Chiaramente sono tanti i motivi che orbitano intorno a questo argomento, soprattutto pensando al fatto che, in un periodo particolare come il nostro, probabilmente troppo affollato di idee riciclate (la qualità comunque non manca), è sempre difficile riuscire a concepire una nuova genesi, anche se nell’universo tutto è possibile.

ROBERTA DAPUNT – Sincope

roberta dapunt sincope

Quando sentii per la prima volta Roberta Dapunt leggere le sue poesie all’interno di un festival letterario, rimasi colpito immediatamente dallo spessore dei suoi componimenti, a tal punto da farmi sospirare tra me e me: “…finalmente un poeta…” (!)  Si perché, quando ci sono delle aspettative legate a una passione personale e si ascolta una sequela infinita di personaggi molto lontani dalla concezione artistica vera; se all’improvviso appare l’autenticità senza nessuna pretesa di esserlo, con una quieta esplosione di intima bellezza, e di profondità talmente vicino a noi da trasportarci nei suoi abissi, nelle sue solitudini, nei suoi chiarori, nel suo mondo semplice e nello stesso tempo immenso, allora, possiamo senza alcuna remissione dichiarare che la vera poesia esiste davvero.

Continua a leggere “ROBERTA DAPUNT – Sincope”

Vi porgo questo bellissimo post sull’epopea di Woodstock che merita di essere letto….

Dal blog: “Cose Preziose – senza la musica, la vita sarebbe un errore”

 

“Erano solo degli sfigati“ Era l’estate dell’89 e la mia amica Simona, vedendo in tv i reportage del ventennio di Woodstock, con tanto di frikkettoni e canne al vento, buttò lì la sua frecciata, senza degnare nemmeno un attimo i contorcimenti di Joe Cocker. Non risposi: un po’ perché ero consapevole della distanza quasi siderale […]

via Woodstock: 3 Days of Peace and Music — Cose Preziose

HUGE MOLASSES TANK EXPLODES

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Questo nome particolare per una band, cela in realtà un’italianissima formazione proveniente da Milano, la quale ha deciso d’inondarci con una miscela di kraut-rock psichedelico dal piacevolissimo ascolto. Giacomo Tota alla batteria, Luca Umidi al basso, Fabrizio De Felice e Gabriele Arnolfo alle chitarre, fanno al caso nostro mentre la temperatura esterna non si decide a regalarci un po’ di fresco. Ecco che il miracolo delle sette note (e oltre) si lascia immaginare dentro a un flusso dove coesistono tutte le sfumature possibili per esaltarsi o rilassarsi. E oggi partiamo dalla città lombarda per fare un giro dall’imprevedibile fantasia.

Continua a leggere “HUGE MOLASSES TANK EXPLODES”

DAVE MATTHEWS BAND – Come Tomorrow

dave matthews band come tomorrow

D’accordo, se per questi pomeriggi estivi volete qualcosa di più dolce che vi accompagni dentro a quella spensieratezza tipica ti queste giornate di riposo, questo ensemble originario di Charlottesville in Virginia, fa al caso vostro. Anche perché dopo ben sei anni  d’assenza pubblicano questo album per la gioia dei fans, giusto per lasciare un messaggio per il futuro a seconda delle interpretazioni. Sta di fatto che questa voglia pazza di suonare è sempre travolgente e sempre lo sarà.

Continua a leggere “DAVE MATTHEWS BAND – Come Tomorrow”

SACRI MONTI – Waiting Room for the Magic Hour

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Quella che potrebbe essere chiamata come la colonna sonora di questa lunghissima estate, l’hanno descritta i Sacri Monti, band californiana di SanDiego i quali, dopo il loro debutto nel 2015, e dopo percorsi itineranti sempre in giro per il mondo, si sono decisi a pubblicare il loro secondo album, inzuppato di hard-rock psichedelico quanto basta per far dimenticare il sudore di queste giornate, o per farselo venire: dipende sempre dal lato in cui si guarda questa esplosione di suoni, e come uno di noi se lo respira.

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THE DREAM SYNDICATE – These Times

THE DREAM SYNDICATE - These Times

Solitamente l’estate mi porta sempre verso un certo tipo di musica, e se anche il rock con sfumature psichedeliche è sostanzialmente il genere che preferisco, in questa stagione calda questo desiderio raggiunge il suo apogeo e vengo sempre travolto da una lunga serie di allucinazioni lisergiche. A dire il vero i Dream Syndicate, essendo circoscritti all’interno di coordinate ben precise per come concepisco io la musica, sembrano più tranquilli, ma fanno al caso nostro per introdurre una lunga serie di gruppi adatti per alzare la canicola che ci circonda.

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nota per chi adora scrivere…

trofeo gatticese

Per chi solitamente partecipa a concorsi letterari, volevo segnalarvi questo che a mio avviso è ben fatto: il Trofeo Gatticese delle Arti, in provincia di Novara, che oltre alle sezioni, racconto breve; testo per canzone; poesia uder 13; ha una particolarità per la sezione dedicata alla poesia adulti, perché il primo premio avrà l’onore di veder stampata la propria lirica su una targa, la quale verrà affissa in una via artistica del paese, insieme a quelle vincitrici delle edizioni precedenti
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Ascolta & Leggi: Pavolv’s Dog con Il Fosso, un racconto inedito di Silvia Giusti e Paolo Beretta

Anche dei piccoli momenti collettivi danno origine alla creatività della bellezza: complimenti agli autori…

almerighi

A volte le sorprese non mancano, questa è estremamente piacevole, un bel racconto con poesia scritto a quattro mani da Silvia Giusti (lapoetessarossa) e Paolo Beretta (uncielovispodistelle) che, entrambi, ho avuto il piacere di incontrare personalmente lo scorso 14 giugno a Como, ospiti tutti di Antonio Bianchetti (ilbarman) e di Vincenzo Petronelli. Grazie.

Premessa

Quando succedono cose che non ci aspettiamo, siamo colti, talvolta, da un misto di stupore e impotenza. Siamo esseri umani, fragili e sognatori. Chi scrive, chi si diletta a scrivere, trae spesso ispirazione da tali accadimenti.
Non racconteremo dunque i fatti, ma attraverso un esercizio nella tecnica dello straniamento, racconteremo di un vissuto (a margine della serata), per farne paradigma.
E un ringraziamento.

IL FOSSO

E’ una serata dedicata alla poesia con la presentazione di un libro. E’ presente l’autore e l’amico che lo ha invitato. Non c’è niente di strano in questo gruppo di…

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CI SONO NOTTI…

moon-1Ava Luna – “Moon 2”

Ci sono notti in cui i lupi tacciono e solo la luna urla
George Carlin

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FLAVIO ALMERIGHI – Isole

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Venerdì 14 giugno, presso la sede del Gruppo Letterario Acàrya di Como, per il ciclo “A colloquio con l’autore”, c’è stato un incontro con il poeta Flavio Almerighi, il quale ha presentato la sua ultima pubblicazione intitolata “Isole“. E’ stata una serata molto interessante, in cui, oltre alla lettura delle liriche del libro in questione e dei significati appartenenti al titolo stesso, c’è stato un bel dibattito sul fare poesia di oggi.

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BLACK MIRROR – quinta stagione

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Essendo fin dalla prima stagione un fan accanito di questa splendida serie ideata da Charlie Brooker, non potevo sottrarmi anch’io da una valutazione di quest’ultima stagione: la quinta,  ritornata all’iniziale struttura di soli tre episodi (come sappiamo tutti autoconclusivi). Questa volta però le storie sono molto più vicine a noi come narrazione, anche se l’ambientazione fantascientifica delle prime serie, era sempre sul confine dell’accaduto o del “sta per accadere”, tanto l’intromissione della tecnologia ha ormai preso il sopravvento sulle nostre vite.

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CHARLES LLOYD & THE MARVELS with LUCINDA WILLIAMS – Vanished Gardens

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Per chi predilige la musica d’atmosfera o il jazz melodico suonato con maestria e passione vera, questo lavoro è quello che fa per voi. Però, lo ammetto, l’ho scoperto per la partecipazione della bravissima Lucinda Williams, che adoro per le splendide sfumature della sua bellissima voce, le quale, riesce a dare, nonostante il senso melanconico dell’insieme, un tocco di poesia fuori da comune, una delicatezza rara che appartiene a quegli artisti dotati di un’anima fusa insieme ai loro strumenti.

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CHI HA PAURA DEI LIBRI?

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Chi ha paura dei libri? Già… questa domanda potrebbe essere articolata in così tante maniere da produrre molteplici risposte a seconda delle situazioni. Si è vero, il mercato è cambiato, i giovani sono diversi, internet ha preso il sopravvento, sovvertendo il sistema impadronendosi delle strutture, delle analisi sugli avvenimenti ma, soprattutto della verità. Ecco la verità, quella scritta sulle pagine della Storia. Intendiamoci, anche le Case Editrici possono omettere un fatto e girarlo a loro piacimento, però il mondo del web è un far-west senza controllo, in cui il bene e il male sono direttamente proporzionali al loro utilizzo, relegando la carta scritta a un ruolo da comprimaria, ricca di fascino e di nostalgia. Ma allora, chi ha paura dei libri?

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JACK HIRSCHMAN – Il dipinto

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Il dipinto

Eccolo dunque:
un dipinto dell’eroico sindaco nero
di Chicago da poco scomparso
in mutande da donna
in nome dell’iconoclastica artistica
e della libera espressione
e della libertà costituzionale
e dei diritti civili individuali

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FONTAINES D.C. – Dogrel

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Il termine “Dogrel”, prende il nome da un modo di esprimersi tipicamente irlandese, che vuole sottintendere una poesia di strada, semplice, diretta, magari scritta male e dallo scarso valore letterario ma, è proprio questo il punto, con un’autoironia tipica di questa terra, questi cinque ragazzotti della periferia di Dublino, lo hanno fatto loro come esigenza del dire e raccontare, d’altronde, se a un gruppo di amici piace andare in giro per i bar a bere e scrivere versi, il risultato è una serie di liriche dall’impatto corrosivo e tagliente, adatte proprio per essere musicate, adatte proprio per essere bevute.  Con queste premesse, il disco d’esordio dei Fontaines D.C. è non solo, una sorpresa per gli addetti ai lavori, ma per tutto il panorama irlandese delle nuove generazioni, che aspettava da anni una band in cui rispecchiarsi e ubriacarsi degnamente.

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JORMA KAUKONEN & JACK CASADY – Bear’s sonic journals: Before we were them – Live giugno ’69

jorma kaukonen and jack casady bear's sonic journals before we were them

Questa registrazione operata dal tecnico del suono Owsley Stanley, quando era al servizio dei Grateful Dead, e rimasterizzata dai suoi archivi con una purezza magistrale, rappresenta un autentico tuffo nel passato, in uno dei periodi più leggendari della storia del rock, in cui, la matrice blues dei suoi esordi, si era trasformata in una serie di cavalcate lisergiche, pronte a sfoderare tutte le sfumature di una vitalità senza fine.
Bisogna subito dire che questa performance avvenuta al Veterans Memorial Building di Santa Rosa, nel giugno del ’69, ha catturato Jorma Kaukonen e Jack Casady in uno stato di grazia, qualche mese prima che formassero gli Hot Tuna, e in un periodo di pausa dei Jefferson Airplane, nell’attesa della pubblicazione del celeberrimo “Volunteers”.

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